PAROLA D’AUTORE

|⇒ T1  Ordinamenti dei comuni piemontesi

L’educazione nella scuola comunale

Il brano che segue è tratto dagli Ordinamenti dei comuni piemontesi, in cui si registrano gli accordi stabiliti tra il comune di Cuorgnè, rappresentato dal Consiglio dei Savi, e il maestro Bartolomeo incaricato di tenere scuola nella città.

Il maestro Bartolomeo promise, convenne, si impegnò e si obbligò a far scuola in questa località di Cuorgné, insegnando a scolari grandi e piccoli per un anno a partire dal lunedì 9 di questo mese. Promise di istruire i suddetti scolari e di sollecitarli continuamente ad apprendere, impartendo loro le dovute lezioni, facendo sì che le ripetano ad uno a uno, e procurando che l’uno insegni all’altro.

Promise di non assentarsi da Cuorgné per più di un giorno il mese, così che gli scolari non perdano tempo, promise di educare i suddetti scolari nel timore e nell’amore di Dio, e nei buoni costumi, rispettosi, obbedienti, umili, onesti, che non dicano cose sconvenienti, male parole, menzogne, specialmente nei confronti dei genitori1.

Promise di esporre agli scolari, nei giorni festivi, dopo la mezza e il vespro, passi di autori di scritti devoti e spirituali, di portarli in chiesa e di condurli in file per due e di badare che in chiesa gli scolari stiano fermi, composti, devoti, pettinati e puliti2.

Promise di non farli passare al grado superiore se non dopo che abbiano assimilato bene la materia del grado inferiore: a Donato se ignorano “quaderni”, al latino se ignorano Donato e di istruirli in ogni cosa gradualmente e partendo dalle basi3. […]

Ottemperando a queste clausole potrà esigere dagli scolari ai quali insegnerà a leggere e a scrivere 4 grossi; da quelli ai quali spiegherà Donato e le parti della grammatica 12 grossi; da quelli di latino 20 grossi; da pagarsi in quattro rate di tre mesi in tre mesi.