SONO COMPETENTE

Il libro di scuola

Nel corso del Quattrocento sono prodotti testi per la didattica di “nuova generazione”: un esempio è dato proprio dalle Regulae grammaticales di Guarino Veronese. Si tratta di una grammatica latina che, a differenza di quelle medievali, non è scritta in versi, per agevolare la memorizzazione dei contenuti, ma illustra le norme della lingua latina proponendo esempi mutuati direttamente dagli autori classici.

Nel Cinquecento la manualistica destinata all’insegnamento soprattutto di ordine secondario si arricchisce, grazie anche al contributo degli ordini insegnanti, tra i quali spicca la Compagnia di Gesù, e all’ampliamento della rete di collegi presenti in tutto il contesto europeo. Nelle scuole di livello primario che, soprattutto a partire dal Seicento, cominciano a adottare il volgare per insegnare a leggere, scrivere e far di conto, spesso si usano i testi della cultura adulta e lo sviluppo di una manualistica ad hoc risulta più faticoso e stentato. Spesso non si insegna sulla base di testi di riferimento precisi, ma l’insegnante – che non sempre ha un profilo professionale ben definito – si affida ai suoi appunti e a testi nati per altri scopi. Non a caso il catechismo è uno dei testi più adottati nell’insegnamento di base.

Verso i moderni manuali

Un grosso salto di qualità si compie soprattutto nel corso dell’Ottocento, con l’affermazione dei sistemi scolastici statali. È in questo periodo che il libro di scuola assume caratteristiche vicine a quelle a cui siamo abituati noi oggi, diviene cioè un prodotto editoriale specifico pensato per affiancare il processo di insegnamento-apprendimento in ambito scolastico. È caratterizzato da testi e immagini e presenta contenuti disposti secondo un preciso ordine, studiato per favorire un apprendimento graduale e progressivo. È in questa fase che il libro scolastico (o libro di scuola o manuale scolastico) diviene una presenza costante nei sistemi educativi occidentali e inizia a divenire parte integrante dell’immaginario collettivo sulla scuola.

Da un punto di vista prettamente storico-educativo il manuale scolastico può essere considerato come una sintesi delle teorie e delle pratiche educative svolte in classe, un mediatore culturale. In tale prospettiva, in tempi relativamente recenti, soprattutto a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, è divenuto oggetto di un particolare settore degli studi storici, quello della manualistica scolastica, che oggi può contare su importanti istituti e centri di ricerca internazionali (per esempio l’Institut National de Recherche Pédagogique e il Georg Eckert Institute di Braunschweig) e su banche dati dedicate esclusivamente al libro scolastico (per esempio le banche dati Edisco per i libri di testo italiani, Manes per quelli spagnoli ed Emmanuelle per i francesi).

Alla ricerca dei libri perduti

Gli studenti sono invitati a perlustrare le soffitte delle proprie case, di quelle di familiari e conoscenti per recuperare i libri di scuole del passato, al fine di costituire una piccola biblioteca del manuale scolastico all’interno del proprio istituto. Il lavoro di ricerca materiale dovrà essere supportato poi da quello di catalogazione e di analisi dei testi, che permetteranno di mettere in luce le analogie e le differenze tra i vecchi libri di scuola e quelli adottati dagli studenti.