Il primo Novecento – L'autore: Luigi Pirandello T5 L’incontro con il Capocomico Sei personaggi in cerca d’autore Nella scena che presentiamo è descritto il momento in cui i Sei personaggi entrano in teatro, interrompendo le prove della commedia (sempre di Pirandello) ; salgono uno dopo l’altro sul palcoscenico, convincendo il Capocomico ad ascoltare il dramma di cui sono protagonisti, nella speranza di poterlo vedere finalmente rappresentato – e dunque reso «eterno» – in una vera messinscena teatrale. Il giuoco delle parti Un che si anima di palcoscenico vita ( ) Scusi, signor Commendatore. ( ) Che altro c’è? ( ) Ci sono qua certi signori, che chiedono di lei. ( ) Ma io qua provo! E sapete bene che durante la prova non deve passar nessuno! : Chi sono lor signori? Che cosa vogliono? ( ) Siamo qua in cerca d’un autore. ( ) D’un autore? Che autore? D’uno qualunque, signore. Ma qui non c’è nessun autore, perché non abbiamo in prova nessuna commedia nuova. ( ) Tanto meglio, tanto meglio, allora, signore! Potremmo esser noi la loro commedia nuova. ( ) Oh, senti, senti! ( ) Già, ma se non c’è l’autore! : Tranne che non voglia esser lei… . Lor signori vogliono scherzare? No, che dice mai, signore! Le portiamo al contrario un dramma doloroso. E potremmo essere la sua fortuna! Ma mi facciano il piacere d’andar via, che non abbiamo tempo da perdere coi pazzi! ( ) Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d’infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere. Ma che diavolo dice? Dico che può stimarsi realmente una pazzia, sissignore, sforzarsi di fare il L’USCERE 1 col berretto in mano IL CAPOCOMICO di scatto, sgarbato L’USCERE timidamente Il Capocomico e gli Attori si volteranno stupiti a guardare dal palcoscenico giù nella sala. 5 IL CAPOCOMICO di nuovo sulle furie Rivolgendosi in fondo IL PADRE facendosi avanti, seguito dagli altri, fino a una delle due scalette 2 10 IL CAPOCOMICO fra stordito e irato IL PADRE IL CAPOCOMICO 15 LA FIGLIASTRA con gaja vivacità, salendo di furia la scaletta QUALCUNO DEGLI ATTORI fra i vivaci commenti e le risate degli altri IL PADRE seguendo sul palcoscenico la Figliastra Al Capocomico 20 La Madre, con la Bambina per mano, e il Giovinetto saliranno i primi scalini della scaletta e resteranno lì in attesa. Il Figlio resterà sotto, scontroso IL CAPOCOMICO 25 IL PADRE LA FIGLIASTRA IL CAPOCOMICO IL PADRE ferito e mellifluo 30 IL CAPOCOMICO IL PADRE quello del teatro in cui la compagnia sta provando. quelle che portano dalla platea al palco. 1 uscere: 2 : due scalette >> pag. 602 contrario; cioè, di crearne di verosimili, perché pajano vere. Ma mi permetta di farle osservare che, se pazzia è, questa è pur l’unica ragione del loro mestiere. . ( ) Ah sì? Le sembra un mestiere da pazzi, il nostro? Eh, far parer vero quello che non è; senza bisogno, signore: per giuoco… Non è loro ufficio dar vita sulla scena a personaggi fantasticati? ( ) Ma io la prego di credere che la professione del comico, caro signore, è una nobilissima professione! Se oggi come oggi i signori commediografi nuovi ci danno da rappresentare stolide commedie e fantocci invece di uomini, sappia che è nostro vanto aver dato vita – qua, su queste tavole – a opere immortali! . ( ). Ecco! benissimo! a esseri vivi, più vivi di quelli che respirano e vestono panni! Meno reali, forse; ma più veri! Siamo dello stessissimo parere! . Ma come! Se prima diceva… No, scusi, per lei dicevo, signore, che ci ha gridato di non aver tempo da perdere coi pazzi, mentre nessuno meglio di lei può sapere che la natura si serve da strumento della fantasia umana per proseguire, più alta, la sua opera di creazione. Sta bene, sta bene. Ma che cosa vuol concludere con questo? Niente, signore. Dimostrarle che si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme: albero o sasso, acqua o farfalla… o donna. E che si nasce anche personaggi! ( ) E lei, con codesti signori attorno, è nato personaggio? Appunto, signore. E vivi, come ci vede. . ( ) Mi dispiace che ridano così, perché portiamo in noi, ripeto, un dramma doloroso, come lor signori possono argomentare da questa donna velata di nero. . ( ) Ma via! Facciano silenzio! : E loro si levino! Sgombrino di qua! 35 Gli Attori si agiteranno, sdegnati IL CAPOCOMICO alzandosi e squadrandolo IL PADRE 40 IL CAPOCOMICO subito facendosi voce dello sdegno crescente dei suoi Attori 45 Gli Attori, soddisfatti, approveranno e applaudiranno il loro Capocomico IL PADRE interrompendo e incalzando con foga 50 Gli Attori si guarderanno tra loro, sbalorditi IL DIRETTORE IL PADRE 55 IL CAPOCOMICO IL PADRE IL CAPOCOMICO con finto ironico stupore 60 IL PADRE Il Capocomico e gli Attori scoppieranno a ridere, come per una burla IL PADRE ferito 65 Così dicendo porgerà la mano alla Madre per aiutarla a salire gli ultimi scalini e, seguitando a tenerla per mano, la condurrà con una certa tragica solennità dall’altra parte del palcoscenico, che s’illuminerà subito di una fantastica luce. La Bambina e il Giovinetto seguiranno la Madre; poi il Figlio, che si terrà discosto, in fondo; poi la 70 Figliastra, che s’apparterà anche lei sul davanti, appoggiata all’arcoscenico. 3 Gli Attori, prima stupefatti, poi ammirati di questa evoluzione, scoppieranno in applausi come per uno spettacolo che sia stato loro offerto IL CAPOCOMICO prima sbalordito, poi sdegnato Poi, rivolgendosi ai Personaggi 75 il grande arco fra il palcoscenico e la sala attraverso il quale gli spettatori seguono lo svolgimento dell’azione scenica. 3 arcoscenico: >> pag. 603 : Perdio, faccia sgombrare! ( ) Via! Via! ( ) Ma no, veda, noi… ( ) Insomma, noi qua dobbiamo lavorare! Non è lecito farsi beffe così… ( ) Io mi faccio maraviglia della loro incredulità! Non sono forse abituati lor signori a vedere balzar vivi quassù, uno di fronte all’altro, i personaggi creati da un autore? Forse perché non c’è là un copione che ci contenga? Creda che siamo veramente sei personaggi, signore, interessantissimi! Quantunque, sperduti. Sì, sperduti, va bene! : Nel senso, veda, che l’autore che ci creò, vivi, non volle poi, o non poté materialmente, metterci al mondo dell’arte. E fu un vero delitto, signore, perché chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! Morrà l’uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più! E per vivere eterna non ha neanche bisogno di straordinarie doti o di compiere prodigi. Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l’eternità! Tutto questo va benissimo! Ma che cosa vogliono loro qua? Vogliamo vivere, signore! ( ) Per l’eternità? No, signore: almeno per un momento, in loro. Oh, guarda, guarda! Vogliono vivere in noi! ( ) Eh, per me volentieri, se mi toccasse quella lì! Guardino, guardino: la commedia è da fare; : ma se lei vuole e i suoi attori vogliono, la concerteremo subito tra noi! ( ) Ma che vuol concertare! Qua non si fanno di questi concerti! Qua si recitano drammi e commedie! E va bene! Siamo venuti appunto per questo qua da lei! E dov’è il copione? È in noi, signore. . Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione! Al Direttore di scena IL DIRETTORE DI SCENA facendosi avanti, ma poi fermandosi, come trattenuto da uno strano sgomento 80 IL PADRE al Capocomico IL CAPOCOMICO gridando IL PRIMO ATTORE IL PADRE risoluto, facendosi avanti 85 indicherà la buca del Suggeritore LA FIGLIASTRA (facendosi avanti al Capocomico, sorridente, lusingatrice) 90 IL PADRE (scartandola) Al Capocomico subito 95 100 IL CAPOCOMICO IL PADRE IL CAPOCOMICO ironico IL PADRE 105 UN ATTORE LA PRIMA ATTRICE L’ATTOR GIOVANE indicando la Figliastra IL PADRE 110 al Capocomico IL CAPOCOMICO seccato IL PADRE 115 IL CAPOCOMICO IL PADRE Gli attori rideranno >> pag. 604 Dentro il testo I contenuti tematici In una lunga prefazione che Pirandello antepone a vengono spiegati nel dettaglio i meccanismi della creazione artistica e le modalità con cui la fantasia, assillando la mente dello scrittore, lo costringe ad ascoltare personaggi bizzarri e insistenti. Allo stesso modo i Sei personaggi, come frutti ancora acerbi partoriti dall’idea di un Autore che poi li ha abbandonati e rifiutati, cercano disperatamente qualcuno che sappia e voglia portare a compimento una forma di vita solo abbozzata ( , rr. 92-93). Ognuno di loro è imprigionato nella parte codificata di un ruolo che non conosce sfumature o chiaroscuri: il rimorso (Padre), la vendetta (Figliastra), il dolore (Madre), lo sdegno (Figlio), l’innocente presenza dell’infanzia (Bambina e Giovinetto). Tali sentimenti, letteralmente “personificati”, salgono uno dopo l’altro sul palcoscenico, per convincere attori e direttore a il loro dramma ( , rr. 9-10, dice il Padre, parlando per tutti). Sei personaggi in cerca d’autore l’autore che ci creò, vivi, non volle poi, o non poté materialmente, metterci al mondo dell’arte concertare Siamo qua in cerca d’un autore Personaggi incompiuti I rapporti torbidi e complessi che legano fra loro i Sei personaggi sembrano, all’apparenza, riportare in scena i conflitti esasperati del teatro borghese, con le sue storie cariche di passioni, tradimenti e incidenti melodrammatici (la Bambina che affoga nella vasca del giardino, il Giovinetto che si spara). Il teatro di Pirandello, però, supera i modelli di questo naturalismo tardoromantico, smontando dall’interno gli ingranaggi di un genere ormai esaurito e ripetitivo. L’autore, pertanto, rifiuta di scrivere la tragedia dei Sei personaggi per rappresentare, invece, «un’altra commedia che essi non sanno e non sospettano»; in tal modo, essi diventano protagonisti inconsapevoli di un , di dramma in formazione ( , r. 109), spiato da dietro le quinte durante le prove. esperimento di “opera aperta” Guardino, guardino: la commedia è da fare Il superamento del teatro borghese Gli attori e il Direttore-Capocomico rispondono alla stramba proposta dei Personaggi con sfacciata derisione ( , rr. 27-28). Le loro richieste suscitano l’ilarità generale, insieme a una stupefatta incredulità; eppure il teatro è in sé stesso follia, è il luogo deputato a dar vita, voce e corpo a storie e personaggi esemplari ma inesistenti ( , r. 39). Rifiutarsi di mettere in scena ciò che sembra inverosimile significherebbe snaturare il significato del teatro stesso e ignorare il fatto che vicende realmente accadute paiono talvolta più assurde di quelle inventate. Lo scrittore non ha bisogno di forzare gli eventi, di inventare situazioni stravaganti e paradossali, ai limiti dell’incoerenza, perché (rr. 29-31). Ma mi facciano il piacere d’andar via, che non abbiamo tempo da perdere coi pazzi! Eh, far parer vero quello che non è; senza bisogno, signore: per giuoco… la vita è piena d’infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere Il teatro e l’assurdità della vita Le scelte stilistiche si presenta come un dramma non rappresentabile: il gioco intellettuale, che inverte e incrocia le due prospettive drammaturgiche (quella del dramma “contenitore” e quella del dramma “contenuto”), si ripropone anche sul piano dello stile. A partire dalle didascalie, in cui Pirandello definisce con precisione la differenza sostanziale tra l’abbigliamento degli attori e quello dei Sei personaggi, ogni elemento viene sdoppiato in due realtà parallele e incomunicabili. Sei personaggi in cerca d’autore Piani prospettici >> pag. 605 Il conflitto tra la superficialità degli attori e la drammaticità dei Personaggi – tra riso e pianto, secondo un procedimento tipicamente umoristico – definisce la struttura del testo. È il dramma dell’incomprensione reciproca, poiché lo scambio di battute tra i personaggi non arriva mai al dunque. Verso le competenze COMPRENDERE Quale Personaggio appare per primo sulla scena e con quale battuta esordisce? 1 Come si presentano gli altri cinque Personaggi? Quali movimenti e atteggiamenti devono assumere, secondo le didascalie scritte da Pirandello? 2 Personaggio Movimenti Atteggiamenti Come reagisce il Padre alla scortese battuta del Capocomico ( , rr. 27-28)? 3 Ma mi facciano il piacere d’andar via, che non abbiamo tempo da perdere coi pazzi! ANALIZZARE Individua nel testo la frase in cui il Padre introduce per la prima volta la sua identità di personaggio “vivo” in mezzo ad attori vivi. 4 INTERPRETARE Perché il mestiere dell’attore è considerato vicino alla pazzia? Quali elementi della rivoluzione del teatro borghese attuata da Pirandello sono sottintesi in questa definizione provocatoria della recitazione? 5 Quali fondamentali argomenti della poetica di Pirandello vengono qui addotti per giustificare la stranezza e l’assurdità della vocazione teatrale dei Sei personaggi? 6 (rr. 93-95). In che modo l’arte – in questo caso il teatro – può vincere i limiti della finitezza? 7 Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! Kazimir Malevič, , particolare, 1930 ca. San Pietroburgo, Museo di Stato Russo. Busto di donna