L’unità in breve

L’educazione greca più antica

1. Alle radici della civiltà greca

Nella Grecia arcaica il sapere veniva tramandato principalmente per via orale. Gli aedi e i rapsodi, ispirati dalle Muse, erano i protagonisti della diffusione delle conoscenze e dei valori comuni, quali l’areté (valore militare e capacità oratoria), l’ospitalità, la métis (ingegno, capacità inventiva che permette di sfidare la complessità delle situazioni). La poesia lirica di Saffo (VII-VI secolo a.C.) ci permette di ricostruire un particolare contesto deputato all’educazione femminile dell’epoca: il tìaso. Il tìaso femminile gestito dalla poetessa, sull’isola di Lesbo, era una comunità di ragazze in cui si insegnavano il canto, la musica e la grazia e si veniva iniziate ai doni di Afrodite.

2. La filosofia come sapienza

Talete, Anassimandro e Anassimene sono i primi pensatori a cercare una spiegazione razionale della realtà. Ricercano l’arché, l’origine di tutte le cose, il principio che genera il tutto e che ne è il fondamento.

La conoscenza come essenza della vita è anche il fine del viaggio negli inferi compiuto dal mitico cantore Orfeo per cercare l’amata. A Orfeo è legato l’orfismo, un movimento misterico-religioso. Per gli orfici il corpo è il carcere dell’anima, che è libera solo dopo la morte; in vita, può liberarsi solo in parte grazie all’ascesi, compiendo una serie di riti iniziatici e purificatori.

Un altro esempio di ricerca condivisa è offerto dalla scuola pitagorica, dal carattere misterico-religioso, filosofico e politico. Nella scuola si entrava attraverso un processo di iniziazione. Le dottrine erano segrete e gli adepti dovevano osservare scrupolosamente un insieme di riti e pratiche.