La tendenza a considerare “ieri” molto meglio di “oggi” costituisce un filo conduttore che dai Romani a Dante, fino ad arrivare ai nostri giorni accompagna il genere umano. A quanto pare, però, gli italiani sono specializzati nel rimpianto di ciò che non c’è più, anche quando la società che viene nostalgicamente esaltata era tutt’altro che un paradiso. Su tali temi ragiona quest’articolo di Samuele Maccolini (n. 1996), ponendo, soprattutto ai giovani, interessanti spunti di riflessione.