LEGGERE L'OPERA ZOOM Una coppia splendente In epoca bizantina Ravenna è uno dei centri più prestigiosi dell’Occidente per la produzione di mosaici, una tradizione ereditata dai Romani. Queste opere, all'epoca, vengono preferite agli affreschi per la loro raffinatezza, appariscenza e lucentezza. Fra i mosaici più celebri, spiccano due scene che decorano l'interno dell’abside della Basilica di San Vitale, realizzate forse in occasione della consacrazione del vescovo Massimiano (di cui hai visto la cattedra a pagina 108). I due riquadri raffigurano da una parte l’imperatore Giustiniano con Massimiano (il terzo da destra) e il suo seguito e dall'altra la moglie Teodora con le sue dame. Opera GIUSTINIANO, TEODORA E IL LORO SEGUITO Data 547 d.C. Tecnica Mosaico Luogo Ravenna, Basilica di San Vitale Giustiniano e il suo seguito. Il mosaico dell’abside rappresenta Cristo in gloria tra gli arcangeli, mentre offre a san Vitale la corona del martirio e riceve dal vescovo Ecclesio il modellino della chiesa. Teodora e il suo seguito. La tenda indica l’ingresso alla chiesa ed è simbolo di Cristo (“Io sono la porta per entrare nel regno dei Cieli”). La fontana con lo zampillo allude alla purificazione dai peccati grazie alle acque del battesimo. Il linguaggio dell'opera Nelle due scene raffiguranti Giustiniano e Teodora si fondono, cioè si combinano armoniosamente, nonostante le differenze, certi valori astratti con altri elementi che sono invece realistici. Nella scena della consacrazione del vescovo Massimiano la presenza della corte imperiale ha un valore esclusivamente simbolico, cioè non corrisponde alla realtà della storia, dato che Giustiniano e la moglie non parteciparono alla cerimonia. La scena – ambientata su uno sfondo dorato, che rende lo spazio astratto, come fuori dal tempo – esalta il potere assoluto di Giustiniano. La raffigurazione di Teodora riconduce invece a uno spazio più realistico, perché, nonostante il fondo oro, vi compaiono dettagli quotidiani, come le tende e la fontana. I volti di Giustiniano e Teodora hanno la fissità tipica dell’arte bizantina, che convive però con particolari realistici: sappiamo infatti che i volti dell’imperatore e della moglie furono ritratti dal vero, e corrispondono in pieno alle loro fisionomie raffigurate sulle medaglie dell’epoca. L’imperatore Giustiniano. L’imperatrice Teodora. Nell’arte bizantina i tratti del volto rispettano sempre una rigida : nasi lunghi e sottili, occhi grandi fissi sullo spettatore, bocche serrate. simmetria