LA GRECIA ARCAICA >> Le origini dell'arte greca 5. La scultura dedalica Nel corso del VII secolo a.C., durante la fase Orientalizzante (680-610 a.C.), alla piccola plastica in terracotta, avorio e bronzo si affianca la grande , che si sviluppa prevalentemente a e nelle . Tale produzione viene convenzionalmente definita perché i Greci ne attribuivano l’origine al mitico scultore Dedalo, creatore del Labirinto di Cnosso. L’immagine umana a tutto tondo, e di dimensioni maggiori rispetto ai modellini a carattere votivo, era originariamente realizzata in legno oppure in terracotta, ma viene ripresa nella nuova scultura in pietra, che è caratterizzata da due princìpi fondamentali: l’ e la . La figura umana pertanto è rappresentata rigidamente e risulta adatta a una visione frontale; la testa pare un triangolo rovesciato, le acconciature richiamano i , con linee verticali e orizzontali a simulare trecce. La struttura del corpo già presenta le caratteristiche che connoteranno le figure umane del periodo successivo. La scultura della fase dedalica può essere ben esemplificata da due statue femminili in pietra e da un piccolo bronzo che rappresenta una figura maschile. scultura in pietra Creta isole dedalica astrazione monumentalità modelli egizi Dama di Auxerre La cosiddetta (dalla cittadina francese dove era conservata) , scolpita in , rappresenta probabilmente un’offerente e, nonostante sia alta soltanto 75 centimetri, emana un senso di forte monumentalità. La figura, rigidamente frontale, è rappresentata attraverso il filtro di forme geometriche: , uno centrale rovesciato che dà la forma al volto, e altri due che costituiscono la capigliatura, divisa in trecce regolari. Il viso presenta , un e una . La simmetria generale è rotta soltanto dal braccio destro piegato a toccare il petto con una dalle proporzioni esagerate; il braccio sinistro corre invece lungo il fianco. L’abbigliamento è curato nella resa dei dettagli: il , l’abito lungo femminile, è fermato ai fianchi da un’alta , conferendo al corpo una forma a clessidra; incisioni ortogonali e a meandro suggeriscono la ricchezza del tessuto della veste che conserva ancora tracce di colore; una corta mantellina copre le spalle creando continuità tra capigliatura e corpo e minimizzando la sproporzione della testa. Dama di Auxerre (45) pietra calcarea la testa è composta da tre triangoli grandi occhi naso sottile bocca che accenna il sorriso grande mano peplo cintura 640-630 a.C. ca., pietra calcarea, h 75 cm. Parigi, Museo del Louvre. 45. Dama di Auxerre, Kóre di Nikandre La prende il nome da un’offerente di Naxos che la dedicò al Tempio di Artemide sull’isola di Delo, ed è ritenuta la più antica scultura marmorea giunta fino a noi. Alta più del doppio della e scolpita nel duro , non presenta la stessa resa delle , che qui risultano ancora più , mentre le braccia lungo il corpo accentuano la della posizione: il materiale non ha permesso una completa modellazione dell’opera. Kóre di Nikandre (46) Dama di Auxerre marmo forme piatte e squadrate staticità metà del VII secolo a.C. ca., marmo di Nasso, h 175 cm. Atene, Museo Archeologico Nazionale. 46. Kóre di Nikandre, Koúros di Delfi Le caratteristiche dello stile dedalico si colgono anche nei che rappresentano le figure maschili nude, anticipando il tipo del dell’Età arcaica. Nonostante le piccole dimensioni, il che non raggiunge i 20 centimetri, presenta le caratteristiche di una statua monumentale . Il corpo, dal modellato abbastanza dolce, è caratterizzato da , fianchi e spalle larghi; la capigliatura a bande orizzontali ricopre la . piccoli bronzi koúros Koúros di Delfi, (47) vita stretta testa a forma di trapezio , 650-640 a.C., bronzo, h 19,7 cm. Delfi, Museo Archeologico. 47. Koúros di Delfi