Per riprendere il filo… Fatti i conti con l’eredità della Grande guerra e superata la strisciante ondata di violenza postbellica, l’Europa entrò in una breve fase di stabilità. Gli anni Venti segnarono un momento di normalizzazione delle relazioni fra Stati e di ripresa dello sviluppo economico. Non mancarono però tendenze di segno contrario. Le istituzioni democratiche che costituivano il fondamento del nuovo ordine internazionale stabilito a Versailles furono presto oggetto di contestazione; nel Regno d’Italia furono addirittura smantellate dall’ascesa del fascismo e dall’avvento della dittatura. La Repubblica tedesca di Weimar, nata dalla sconfitta nella Grande guerra del 1918, dovette fare i conti con gravi tensioni sociali che ne minavano la stabilità, attentata da movimenti nazionalisti radicali come il nazismo. Il colpo decisivo per la tenuta della democrazia venne dal crack finanziario e dalla depressione economica che, dopo il 1929, a partire dagli Stati Uniti si ripercosse in tutto il mondo e in particolare in Europa. Gli effetti della Grande crisi in Europa 8.1 La Grande guerra aveva avuto durature conseguenze economiche in Europa, non solo per i gravi danni materiali che aveva provocato direttamente, ma anche perché aveva introdotto un elemento di fra gli Stati del continente. In questo clima, i tentativi di ripristinare il sistema liberale e liberista precedente al , fondato sulla cooperazione internazionale, risultarono in gran parte vani. Gli effetti economici della guerra sfiducia nelle relazioni commerciali 1914 Una difficile ripresa economica A peggiorare la situazione fu il rifiuto, da parte degli , di assumersi la responsabilità diretta di governare il nuovo ordine mondiale, non entrando a far parte della Società delle Nazioni e inaugurando una . In realtà, questo atteggiamento di chiusura internazionale non escluse un deciso . Stati Uniti [▶ cap. 7.1] politica estera isolazionista protagonismo americano sul piano economico e diplomatico Forti ormai di una straordinaria potenza industriale e commerciale, gli Stati Uniti assunsero il ruolo di creditori dei paesi europei, soprattutto Francia e Regno Unito, e di finanziatori della ricostruzione tedesca. Attraverso il del , in particolare, gli Stati Uniti prestavano denaro alla Germania per il alla Francia e al Regno Unito, così che questi ultimi potessero a loro volta ripagare i debiti di guerra verso Washington. Questo sistema, che pure consentì una ripresa economica a livello continentale, si rivelò tuttavia inadeguato a resistere a una crisi finanziaria improvvisa, quale fu quella esplosa il “giovedì nero” di Wall Street . piano Young [▶ cap. 7.2] 1928 pagamento delle riparazioni di guerra [▶ cap. 7.2] L’ambiguo rapporto degli Usa con l’Europa Scoppiata negli Stati Uniti nell’ottobre del , la si abbatté , travolgendo la stabilità che sembrava essersi affermata nel corso del decennio. L’ottimismo che aveva accompagnato la parte centrale degli anni Venti, sotto la spinta della ricostruzione dei rapporti commerciali internazionali, si dissolse rapidamente e la crisi fu vissuta come , capace di mettere in discussione l’esistenza stessa del capitalismo. Il 1929 in Europa 1929 crisi economica sull’Europa con un anno di ritardo un trauma epocale L’impatto della crisi del 1929 >> pagina 284 La prima conseguenza del crack della Borsa di New York fu la drastica , con il conseguente rallentamento della produzione europea. A ciò si sommò il gravissimo colpo inferto ai sistemi creditizi dal fallimento della principale banca austriaca, il Creditanstalt, nel maggio . Nell’arco di pochi mesi, in pratica, si verificarono sia una netta , sia una di molti paesi, a partire da Austria e Germania . riduzione del flusso di capitali dagli Stati Uniti 1931 contrazione delle attività industriali e commerciali crisi dei sistemi bancari [ 1] La contrazione della produzione e la perdita dei risparmi depositati presso le banche fallite determinarono un generale impoverimento delle famiglie, con una conseguente diminuzione degli acquisti di beni. A sua volta, il calo della domanda provocò il , che portò al fallimento delle aziende e alla chiusura di grandi magazzini e negozi, creando una situazione di : dai tre milioni e mezzo di persone nel Regno Unito agli oltre sei milioni in Germania. crollo dei prezzi disoccupazione di massa Il collasso finanziario dell’Europa centrale percorso visivo Prima che la crisi si abbattesse su tutta la società tedesca, i primi segnali giunsero dal crollo del sistema bancario. [ 1] La crisi bancaria tedesca In quest’immagine, risalente al 31 ottobre del 1929, un gruppo di risparmiatori protesta fuori dalla sede della Banca degli impiegati statali dopo che questa dichiarò bancarotta a causa di cattivi investimenti speculativi. I paesi europei furono colpiti in tempi diversi e con varia intensità: mentre l’economia francese, meno inserita nelle dinamiche del commercio mondiale, fu anche meno esposta alle conseguenze della globale, nel Regno Unito gli effetti del calo produttivo e della massiccia disoccupazione furono particolarmente gravi, soprattutto nelle aree industriali. ▶ recessione La geografia della recessione recessione Fase di contrazione della produzione che può risolversi rapidamente o portare a una depressione, cioè a una vera e propria crisi strutturale del ciclo produttivo. >> pagina 285 Fu comunque nella che la crisi, interrompendo l’afflusso dei prestiti che consentivano il pagamento delle riparazioni di guerra, si trasformò in una . Le ripercussioni sociali e psicologiche della crisi economica tedesca furono devastanti e non tardarono a tradursi in un aumento della criminalità, in un incremento del tasso di suicidi e in un forte risentimento contro il grande capitale e la finanza, ai limiti della paranoia collettiva. Repubblica di Weimar vera e propria catastrofe La recessione fu comunque estesa e profonda in tutta l’Europa , investendo non solo le e industriali, ma anche le , soprattutto nelle regioni centrali e orientali, dove si aggiunse ai cronici problemi di sovrappopolazione rurale e di mancanza di investimenti. I prezzi dei prodotti agricoli, drasticamente diminuiti nel dopoguerra a seguito dell’abbondante afflusso di beni dai mercati di Stati Uniti, Canada, Argentina e Australia, subirono un vero e proprio tracollo dopo il , con enormi quantità di giacenze rimaste a deperire invendute nei depositi. [ 2] aree urbane campagne 1929 Le devastanti ripercussioni tedesche percorso visivo Nel Regno Unito dei primi anni Trenta le proteste dei disoccupati furono numerose. Le difficoltà della vita quotidiana nei piccoli paesi minerari, come nelle grandi metropoli, furono descritte anche dallo scrittore britannico George Orwell nei racconti-reportage (1933) e (1937). [ 2] La crisi nel Regno Unito e in Germania Senza un soldo a Parigi e a Londra La strada di Wigan Pier Alcuni disoccupati, a Londra, simboleggiano la loro inattività restando immobili su dei basamenti, come delle statue. Donne in fila per ricevere una scodella di zuppa calda, uno scenario non raro nelle strade delle città tedesche in quel periodo (1931). La maggior parte dei governi europei reagì alla crisi economica con misure finalizzate a porre la , ritenendo che in tal modo si potesse nazionali e contenere i rischi di un nuovo, incontrollabile aumento dei prezzi. Il ricordo dell’iperinflazione condusse insomma alla situazione paradossale per cui nel periodo - , in una fase acuta di , si continuò a guardare all’inflazione come al maggior pericolo. Tali , tuttavia, non fecero altro che , in particolare sul piano della disoccupazione. Le risposte inadeguate dei governi spesa pubblica sotto controllo difendere il valore delle monete [▶ cap. 4.3] 1930 32 ▶ deflazione politiche di “austerità” aggravare l’impatto sociale della crisi Il fallimento delle politiche di austerità deflazione Calo generalizzato dei prezzi dovuto a un calo della domanda. Può avere gravi effetti depressivi perché disincentiva le aziende a investire nella produzione. Così, fra il e il , i governi furono costretti a cambiare strategia, decidendo di per contrastare il ciclo economico negativo e favorire la ripresa delle esportazioni. La fu nel settembre : in questo modo si sanciva la fine del sistema su cui si era retto il commercio mondiale per tutto l’Ottocento e si accelerava il declino del ruolo di Londra quale baricentro di tale sistema. Contemporaneamente, quasi tutti i paesi abbandonarono le politiche di cooperazione commerciale internazionale e di libero scambio, adottando fortemente protezionistiche che dovevano tutelare i prodotti nazionali, rendendo meno competitivi quelli importati dall’estero. 1931 1936 svalutare la moneta sterlina sganciata dalla parità con l’oro 1931 tariffe doganali Svalutazione e protezionismo rispondi Perché la Grande crisi statunitense ha ripercussioni in Europa? 1. Perché la Germania è il paese maggiormente colpito dalla crisi? 2. Quali sono le reazioni dei governi europei? 3.