L epoca e le idee in sintesi stinato a evolversi con l uso comune e nella comunicazione spontanea. Il distacco tra lingua letteraria e lingua comune (e quindi fra letteratura e popolo) durerà per secoli: un fenomeno che non ha eguali nella cultura degli altri paesi europei. I dialetti tuttavia non scompaiono dall orizzonte letterario: essi sopravvivono, e spesso con grande vivacità e forza espressiva (e il Cinquecento ne offrirà esempi assai significativi, come il caso di Ruzante). Ma restano ai margini del canone , strumento di artisti periferici e di norma non integrati, che se ne servono per esprimere o rappresentare realtà comiche, valori antagonistici o polemici, sentimenti popolareschi. un controcanto spesso ricco di vitalità in stridente contrasto con la tendenza al sublime, tipica della letteratura italiana ufficiale. I generi e i luoghi La mappa dei generi La prosa Il trattato è il genere letterario ideale per spiegare e approfondire la rivoluzione del pensiero che avviene nel Quattrocento e nel Cinquecento; all inizio ci si occupa della critica della cultura medievale, poi si affrontano anche tematiche politiche (per esempio con Niccolò Machiavelli) e mondane (con Giovanni Della Casa). I trattati umanistici si distinguono da quelli medievali perché mirano a promuovere il dibattito intellettuale e a convincere il lettore anche grazie a un esposizione elegante e a un linguaggio vivace. Il dialogo (imitando Platone e Cicerone) riscuote successo perché consente il confronto di idee e lo scambio di sapere, che sono alla base della cultura umanisticorinascimentale; prevale l uso del latino, ma vi sono anche importanti opere scritte in volgare. Nel Rinascimento, attraverso il dialogo vengono affrontati vari temi: la lingua, la guerra, il comportamento da tenere a corte, l amore. Un genere adatto ai tempi: il trattato Gli umanisti sono convinti che la rivoluzione antropologica da essi provocata debba essere spiegata in sede teorica. Gli interessi, gli approfondimenti, le conseguenze della nuova morale che essi incarnano non possono che tradursi in uno sforzo di sintesi e sistemazione filosofica. Si sviluppa per queste ragioni il genere letterario più congeniale all esposizione e alla dissertazione problematica, il trattato. Oltre alle questioni filologiche, vengono affrontati gli argomenti cardine con cui gli intellettuali del Quattrocento e del Cinquecento si pongono in antitesi con quelli medievali. Prevalgono in un primo momento la polemica contro il dogmatismo medievale, l esaltazione del libero arbitrio e della dignità della natura umana, la celebrazione del piacere, le questioni civili; più avanti vengono approfonditi i temi politici, come accade nel Principe di Machiavelli, e quelli mondani, con cui vengono codificati i valori della nuova civiltà: è il caso del Galateo di Giovanni Della Casa. Il trattato non è certo un genere originale dei nuovi tempi: basta ricordare quelli danteschi. A differenza di quelli medievali, volti a illustrare una verità superiore in forza di argomentazioni reputate indiscutibili, i trattati umanistici aspirano però ad alimentare il dibattito intellettuale e a convincere il lettore anche grazie alla cura formale dell esposizione e alla brillantezza del linguaggio. Il dialogo e le ragioni del suo successo Spesso il trattato prende la forma del dialogo, come prescrivono l imitazione del modello classico (Platone e Cicerone) e la visione umanistico-rinascimentale della cultura come scambio e discussione appassionata. Il sapere non nasce da una meditazione solitaria, ma dalla continua conversazione e dal confronto aperto e tollerante, che non rinuncia però alla polemica, anche quella più feroce e graffiante (come nei dialoghi latini di Poggio Bracciolini venati di quel motivo anticlericale che rappresenta una traccia diffusa nel primo Umanesimo). Nel Quattrocento prevale ancora il latino, ma in volgare sono redatti i quattro libri Della famiglia, l opera scritta da Leon Battista Alberti tra il 1433 e il 1441, che affronta il tema dell educazione e della formazione individuale all interno del nucleo familiare e della vita associata. Nel Rinascimento la fortuna del dialogo è costante: in questa forma si affrontano argomenti assai diversi tra loro, come la tematica linguistica (le Prose della volgar lingua di Bembo), quella militare (Dell arte della guerra di Machiavelli) e quella relativa al compor587