PALESTRA di scrittura

Di se stesso

Poesie

Composto probabilmente negli anni 1797-1798, si tratta del secondo sonetto nell’edizione definitiva del 1803 delle Poesie: Foscolo ci consegna una dolente riflessione su sé stesso e la propria epoca. L’ispirazione della poesia è ancora profondamente legata all’Ortis: il successivo passo poetico foscoliano sarà la composizione dei Sepolcri.

Non son chi fui: perì di noi gran parte:

Questo che avanza è sol languore e pianto;

E secco è il mirto, e son le foglie sparte

4      Del lauro, speme al giovenil mio canto;


Perché dal dì ch’empia licenza e Marte

Vestivan me del lor sanguineo manto,

Cieca è la mente e guasto il core, ed arte

8       L’umana strage arte è in me fatta, e vanto.


Che se pur sorge di morir consiglio,

A mia fiera ragion chiudon le porte

11    Furor di gloria, e carità di figlio.


Tal di me schiavo, e d’altri, e della sorte,

Conosco il meglio ed al peggior mi appiglio,

14    E so invocare, e non darmi la morte.