di   PALESTRA scrittura Le stirpi canore Alcyone Il poeta enumera i molteplici elementi della natura da cui prende vita la sua poesia, la quale, a sua volta, quella natura generosa e multiforme imita ed esalta con la potenza creatrice della parola. Analisi e interpretazione di un testo LETTERARIO I miei carmi son prole delle foreste, altri dell’onde, altri delle arene, altri del Sole, 5       altri del vento Argeste. Le mie parole sono profonde come le radici terrene, 10     altre serene come i firmamenti, fervide come le vene degli adolescenti, ispide come i dumi, 15     confuse come i fumi confusi, nette come i cristalli del monte, tremule come le fronde 20     del pioppo, tumide come le narici dei cavalli a galoppo, labili come i profumi 25     diffusi, vergini come i calici appena schiusi, notturne come le rugiade dei cieli, 30     funebri come gli asfodeli dell’Ade, pieghevoli come i salici dello stagno, tenui come i teli 35     che fra due steli tesse il ragno. figli. prole: 1 sabbia. arene: 4 vento dell’Ovest, portatore di bel tempo. vento Argeste: 6 pulsanti. fervide: 13 arbusti spinosi. dumi: 15 limpide, cristalline. nette: 18 tremolanti. tremule: 20 carnose, turgide. tumide: 22 dei fiori. calici: 27 fiori pallidi, tipici del regno dei morti. asfodeli dell’Ade: 31-32 COMPRENSIONE E ANALISI Sintetizza il contenuto della lirica in circa 5 righe. 1 Qual è, secondo il poeta, l’origine dei suoi versi? 2 A quali aspetti della natura viene ricondotta la parola poetica? 3 Il testo si presenta come un’ossessiva ripetizione della medesima struttura. Qual è la figura retorica di cui si serve maggiormente d’Annunzio e quali effetti essa determina? 4 Concentrati ora sulla forma. Che tipo di lessico viene impiegato dal poeta? Attraverso quali strumenti egli riesce a ottenere l’effetto di una suggestiva musicalità? 5 INTERPRETAZIONE E COMMENTO Sviluppa il tuo commento sulla poesia proposta in un testo di circa 2 facciate di foglio protocollo rispondendo ad almeno due delle seguenti domande: Il componimento che hai letto può essere definito “metapoetico” in quanto parla di sé stesso: per quale ragione esso costituisce una sintesi della poetica dannunziana? In che modo questo testo si collega alla tradizione simbolista europea? Quali elementi originali aggiunge a essa? Quali analogie, sia di forma sia di contenuto, puoi rintracciare tra questa poesia ed altre che hai letto di d’Annunzio (per esempio, )? La pioggia nel pineto  >> pagina 460  D’Annunzio poeta e personaggio Uno dei principali studiosi della vita e della personalità di d’Annunzio, Giordano Bruno Guerri (n. 1950), si sofferma sulla capacità del poeta di acquistare fama grazie non solo all’attività letteraria, ma anche a una costante promozione mediatica di sé stesso. Analisi e produzione di un testo ARGOMENTATIVO D’Annunzio non si accontenta del talento che l’ingegno e lo studio gli hanno fornito, la scrittura non è la sua sola arte. Sembra passato un secolo da quando Carducci gli indicava la moralità classica e rigorosa del verso; e un’eternità pare dividerlo da Pascoli, che si rinchiude nel nido delle proprie simbologie fanciullesche. I tre sono quasi contemporanei, ma Gabriele ha altre ricette. È come se fosse indifferente 5       ai tempi; mentre gli altri ne sono figli. Lui, grazie al suo individualismo, non ha epoca; sarebbe stato simile oggi o mille anni fa. L’Imaginifico, e poi il Vate, e poi ancora il Comandante, dà forma ai miti collettivi, coniuga l’aspirazione eroica 1 personale con la causa della nazione e del popolo, riempie l’attesa in cui vive la borghesia dandole un modello esclusivo, aristocratico e popolare insieme. In lui 10     si celebra l’artefice della commistione – letteratura e vita, testo e gesto, parola e azione – come se la sua esistenza fosse una sfilata continua di alter ego: il poeta e il superuomo, l’eroe che consuma il rancio con le truppe e il dandy della caccia alla volpe, l’amante generoso con quello crudele e delirante delle orge e dei tradimenti. «Multanime» come il protagonista dell’ . 15     Innocente tre diversi appellativi attribuiti a d’Annunzio. L’epiteto Imaginifico si riferisce alla sua capacità di creare immagini grazie al potere della parola; con il termine Vate viene celebrato il carattere quasi sacerdotale della sua figura; il termine trae origine dalle azioni compiute durante l’impresa fiumana. L’Imaginifico… il Comandante: 1 Comandante La storia italiana è piena di avventurieri, istrioni, camaleonti, incendiari, protagonisti eclettici del loro tempo, capaci di sfoderare volti nuovi a seconda delle opportunità e delle circostanze. È un talento italico che si riaggiorna sempre, immutabile nella nostra cultura e nella nostra identità. L’importanza e l’originalità di d’Annunzio stanno nell’avere reso le molteplici esperienze della sua incredibile 20     biografia tutte concretamente organiche a un progetto inseguito per l’intera esistenza: il monumento della propria immagine, da donare come un archetipo, come una possibilità di riscatto per quanti saranno capaci di elevarsi a una condizione superiore. Dietro i suoi sessant’anni di avventure c’è un sistema: mostrare quello di cui l’uomo è capace, ma che sembra cancellato dall’oppressione della 25     banalità e della mediocrità livellatrice. Certo, è impossibile chiedere a tutti una metamorfosi, tuttavia si poteva concedere ai più o spazio meraviglioso del sogno, la percezione della diversità. Il Vate annuncia che c’è un ordine diverso, una possibilità di sfruttare l’intelligenza e di non piegarsi ai luoghi comuni della morale più ristretta e conformista, e vive questo processo in prima persona con la coscienza 30     rivoluzionaria di tagliare i ponti con il passato. La modernità è come un quadro da dipingere e la sua tavolozza contiene ogni colore del cambiamento. Non c’è legge che gli precluda soluzioni, l’unica morale è la libertà di inventare, creare, nell’arte come nella politica come in ogni latra manifestazione della vita pubblica e privata. Il poeta diventa così un personaggio che esercita i suoi poteri in ogni campo, dalla 35     politica all’arte, dal costume alla cultura di massa: una cultura che nasce con lui, con lo scrittore che sa tradurre a uso di chiunque le atmosfere eroiche e febbrili della sua vita. Giordano Bruno Guerri, , Mondadori, Milano 2008 D’Annunzio. L’amante guerriero COMPRENSIONE E INTERPRETAZIONE Che cosa distingue, secondo l’autore, la personalità di d’Annunzio da quella degli altri due grandi poeti, di poco antecedenti o contemporanei, come Carducci e Pascoli? 1 In che cosa consiste la capacità di d’Annunzio di essere (r. 15)? 2 Multanime Quale caratteristica – non proprio edificante – dell’identità italiana viene aggiornata e rimodellata da d’Annunzio nella sua vita, oltre che nella sua opera? 3 Guerri individua nell’opera e nell’azione di d’Annunzio un progetto perseguito con coerenza: di che cosa si tratta? 4 In che modo d’Annunzio ha saputo diffondere la propria sfera d’influenza al di là dei ristretti confini della letteratura? 5 Ti sembra che il ritratto del poeta che emerge da questo brano sia lusinghiero o limitativo? Motiva la tua risposta in circa 10 righe. 6 RIFLESSIONI E COMMENTO Il brano che hai letto insiste su un aspetto che ricorre spesso quando si parla di d’Annunzio: la sua influenza non solo come poeta e artista in generale, ma come personaggio, un vero e proprio divo del suo tempo. Alla luce di ciò che hai letto e studiato, come si giustifica questo fenomeno? Ti sembra inoltre che il modello di intellettuale inaugurato da d’Annunzio sia ancora praticabile oggi? Sviluppa la tua tesi in un testo di circa 2 facciate di foglio protocollo, tenendo in considerazione i seguenti concetti chiave: circuito mediatico; società dello spettacolo; trasgressione e omologazione; ridimensionamento del ruolo degli intellettuali.  >> pagina 462 D’Annunzio: un artista per gli italiani Con il suo caratteristico piglio corrosivo, lo scrittore Alberto Arbasino (n. 1930) mette in luce alcune delle ragioni che hanno reso seducente l’opera e l’immagine di d’Annunzio nella società italiana. Analisi e produzione di un testo ARGOMENTATIVO Col povero Imaginifico, c’è poco da fare gli spiritosi, fingendo di non vederlo 1 o liquidandolo con insofferenza. Si può destarlo o si può ammirarlo, nella vita, nell’opera, o in tutt’e due, e per lo più con stizze o bizze sbagliate. Però è quasi indispensabile fare i conti con lui, giacché l’abbiamo (volenti o no) sempre qui fra noi, come il Vaticano e il Vesuvio, il chianti e la canzone, il fascismo e la torre di 5     Pisa; e continua a saltarci fuori da tutte le parti, con la presenza invadente e smaniosa che ci lancia segnali pieni di malizia proprio dai libri e dagli spettacoli delle generazioni più antidannunziane […] giacché il perfido Imaginifico non soltanto “ha fatto di tutto”, ma l’ha fatto “all’italiana”; ed evidentemente ha capito molte costanti e molte debolezze italiane più di chiunque altro- tant’è vero che nella 10     vita italiana le situaizoni dannunziane e i personaggi dannunziani continuano a presentarsi con pazzesca frequenza […]. E prima di tutto, sembrerà italianissima la sua totale mancanza di , che gli consente di eseguire infinite sense of humor stronzate sempre molto sul serio, senza mai sospettarne la ridicolaggine, davanti a un pubblico altrettanto incapace di percepire il Ridicolo (basta controllare, anche 15     oggi, le reazioni a teatro o al cinema: se si avverte solo un sospetto di ironia, ogni pubblico italiano si impermalisce e respinge tutto, come se ironia e sense of fossero rivolti contro di lui). E poi, si sa, gran virtuosismo nel suscitare l’ammirazione humor incondizionata soprattutto attraverso contraddizioni fragorose, ma con rappresentazioni eccellenti! I romanzi dell’Imaginifico […] rimangono infatti gli 20     ultimi prodotti “storici” della patria cultura capaci oltretutto di mettere d’accordo 2 ogni tipo di utente: l’adolescente libresco e il capriccioso, la signorina che viveur 3 suona il piano e l’adultera con la valigetta pronta, l’editor di “Vogue” e l’autore de […] e e risultano La carne, la morte e il diavolo 4 Il piacere Il fuoco Forse che sì forse che no innegabilmente “a doppia faccia”, programmaticamente “a diversi livelli”. 25     Reggono perfettamente sia una rilegatura in cuoio nero da biblioteca “infernale”, sia la brochure erotico plastificata da edicola ferroviaria. Alberto Arbasino, , in , Einaudi, Torino 1977 La belle époque per le scuole Certi romanzi l’epiteto si riferisce alla particolare capacità di d’Annunzio di creare immagini grazie al dono della parola. 1 Imaginifico: Imaginifico le ultime opere che rientrano nel patrimonio collettivo della cultura italiana. 2 Gli ultimi… patria cultura: termine francese con il quale si indica un amante della vita mondana. 3 : viveur Arbasino cita due tipi di personaggi agli antipodi: il direttore di una rivista di moda e un raffinato critico letterario, Mario Praz (1896-1982), autore di un fondamentale studio sulla cultura romantica e decadente europea dal titolo nella letteratura romantica. 4 L’editor… : diavolo La carne, la morte e il diavolo COMPRENSIONE E INTERPRETAZIONE La figura di d’Annunzio viene accostata ad alcuni simboli della storia, dell’arte e, in generale, della cultura italiana. Perché? 1 In che senso d’Annunzio è privo di ? E per quale ragione questo suo carattere è gradito agli italiani? 2 sense of humour Da chi è costituito il pubblico potenziale dell’opera dannunziana? Perché, a tuo giudizio, Arbasino sceglie queste diverse categorie di lettori? 3 Nella prima riga d’Annunzio viene etichettato con l’aggettivo . Dopo aver letto tutto il brano proposto, come motivi l’utilizzo di questa definizione? 4 povero Una caratteristica dell’autore di questo brano, Alberto Arbasino, è lo stile ironico, scanzonato e graffiante. Come emerge questa sua peculiarità nella pagina che hai letto? 5 Arbasino sottopone d’Annunzio a una divertita canzonatura, ma non manca di sottolineare l’importanza del poeta nella cultura e nel costume italiano. Riassumi questo aspetto in circa 10 righe. 6 RIFLESSIONI E COMMENTO La provocatoria posizione di Arbasino insiste su una certa immagine di d’Annunzio come perfetto (nel bene e nel male) esemplare dell’italianità. Partendo dagli spunti offerti dal brano, esprimi in un testo di circa 2 facciate di foglio protocollo la tua opinione in merito, sostenendo o confutando la tesi sostenuta dall’autore. Nel tuo elaborato, in particolare, rispondi a queste due domande: dallo studio della sua vita e dalla lettura della sua opera, quali sono gli ideali e i valori propugnati dal poeta? anche tu sei dell’idea, come Arbasino, che esistano dei tratti distintivi della mentalità e del costume italiano?