Per approfondire Nomi, cognomi e soprannomi nei Malavoglia

I personaggi che compaiono nel romanzo sono identificati in modi vari:

  • attraverso il semplice nome di battesimo (per esempio Lia);
  • con il nome di battesimo accompagnato da un titolo, come quello di “padron”, che qualifica i personaggi come proprietari di barche (per esempio padron ’Ntoni; padron Fortunato Cipolla);
  • con un soprannome (per esempio la Longa e Piedipapera);
  • tramite un legame di parentela, senza mai indicare il nome proprio (per esempio «il fratello di Menico della Locca»).

L’uso dei soprannomi è legato alle caratteristiche, fisiche o morali, dei personaggi in questione. Per esempio la Vespa è chiamata così perché è una donna maligna e pungente; Mena è detta Sant’Agata per il carattere schivo e per la devozione religiosa; zio Crocifisso (l’usuraio del villaggio) è detto Campana di legno perché spesso finge di non comprendere ciò che gli si chiede; Piedipapera è chiamato così perché zoppica.

In altri casi, come spesso capita nell’uso popolare, il soprannome ha carattere antifrastico, cioè fa riferimento a caratteristiche opposte a quelle possedute dai personaggi: i Toscano sono noti come Malavoglia perché sono lavoratori indefessi; Maruzza è detta la Longa perché è piccola di statura; l’ostessa Mariangela è chiamata Santuzza o Suor Mariangela per il fatto che il suo comportamento non è per nulla castigato.