L’autore

William Shakespeare

1564-1616

Shakespeare e noi


Poeta e drammaturgo di assoluta grandezza, universalmente riconosciuto come l’iniziatore del teatro moderno, William Shakespeare compendia in sé i caratteri di un’epoca di feconda creatività, la cosiddetta età elisabettiana. «Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate, e nella vita ognuno recita molte parti», ha scritto nella sua commedia Come vi piace.

Shakespeare si discosta sia dall’ortodossia religiosa medievale sia dalle regole del dramma classico. La sua opera esprime le crisi intellettuali e morali del suo tempo, legate alla visione di un mondo tutto umano, critico del senso provvidenziale della Storia e ribelle al principio di autorità.

Dando voce, grazie a una straordinaria immaginazione tragica, alla coscienza moderna, lacerata dal dubbio e dal senso della precarietà, le sue poesie ma soprattutto i suoi testi teatrali non rappresentano però un’epoca soltanto, ma appartengono a ogni tempo, indagando i recessi del cuore, i sospiri d’amore e gli effetti della crudeltà, il desiderio sfrenato di potere e le incertezze che agitano l’animo dei suoi personaggi. La gelosia, la viltà, il coraggio, il tradimento, l’invidia e la morte: le grandi questioni morali e filosofiche, che riguardano anche le nostre esistenze, trovano nel teatro di Shakespeare una rappresentazione drammatica e potentemente evocativa.

Al pari di Virgilio o di Dante, siamo di fronte a un “classico” imperituro, che possiede le tre caratteristiche individuate da Thomas Stearns Eliot nel celebre saggio Che cos’è un classico?: maturità, universalità, vastità.