La poesia religiosa

Illuminismo evangelico Dopo la conversione Manzoni abbandona in modo risoluto forme e argomenti della produzione precedente. Si volge a una poesia di matrice cattolica, scartando il lirismo soggettivo verso cui si indirizzava la poesia europea della sua epoca per concentrarsi su verità di fede di portata universale. Egli rinuncia tanto al corredo mitologico del gusto neoclassico quanto agli atteggiamenti di sdegnosa solitudine dello stereotipo romantico, per unirsi al coro della comunità cristiana, reinterpretando così in chiave evangelica gli ideali egualitari e la vena pedagogica della tradizione illuminista in cui si era formato.

Inni sacri

Manzoni progetta di scrivere 12 inni, ciascuno dedicato a una festa liturgica, ma il ciclo resterà incompiuto. Nei 4 inni terminati fra il 1812 e il 1815 (La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione) prende forma una poesia che vorrebbe essere popolare sia sul piano tematico sia su quello stilistico, supportata da agili metri derivati dalle canzonette in voga nella produzione settecentesca dell’Arcadia, qui impiegati per veicolare una materia sublime, attinta da fonti bibliche. Ma al centro dei componimenti più che la dottrina religiosa egli pone i suoi effetti sui fedeli, secondo lo schema tripartito che prevede l’alternanza tra enunciazione del tema, narrazione dell’episodio prescelto, riflessione in merito.