Poemi conviviali

Temi e toni più elevati Il titolo dell’opera, pubblicata nel 1904, richiama il nome della sede editoriale che aveva accolto i testi per la prima volta, la rivista romana “Convivio”, diretta dal poeta Adolfo De Bosis e ispirata, nella veste editoriale come nei contenuti, al gusto estetizzante che caratterizzava il Decadentismo italiano (non a caso, tra i principali collaboratori compare Gabriele d’Annunzio).

Pascoli sembra voler alzare il contenuto e la forma rispetto alle opere precedenti: non abbiamo più poemetti, ma poemi. E ancora una volta è un’epigrafe virgiliana ad annunciare una cifra stilistica e tematica diversa, più elevata: Non omnes arbusta iuvant, cioè “Non a tutti piacciono gli arbusti”, come a dire che dal mondo umile della campagna delle prime raccolte si passa ad argomenti più elevati, come era già accaduto nei Poemetti.