T3

Veglia

Il porto sepolto

Siamo a due giorni dal Natale. Accanto al poeta, acquattato nella trincea, vi è un soldato ucciso, illuminato dalla luce della luna, con le mani congelate e i lineamenti del volto irrigiditi dalla morte: assistendo allo strazio di quella fine, Ungaretti sente riaccendersi in lui il desiderio di ancorarsi, quasi disperatamente, al dono dell’esistenza.


METRO Versi liberi.

Audiolettura

Cima Quattro* il 23 dicembre 1915

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
5      con la sua bocca
▶ digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
10    penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
15    tanto
attaccato alla vita