intrecci STORIA

L’omicidio Pasolini

Una morte che ha i caratteri di un’esecuzione

La morte di Pasolini resta uno dei grandi misteri irrisolti della storia italiana contemporanea. Per saperne qualcosa, ripercorriamo le ultime ore di vita dello scrittore.
L’ultima cena di Pasolini

Roma, 1° novembre 1975. Pasolini cena presso il ristorante Pommidoro, nel quartiere di San Lorenzo, con l’attore Ninetto Davoli e la famiglia di quest’ultimo. Congedatosi presto, nei pressi della stazione Termini incontra un ragazzo diciassettenne, Pino Pelosi, che forse conosceva già da tempo, con il quale decide di passare il resto della serata. I due si accordano per andare a Ostia. Sono sull’Alfa GT di Pasolini. È sera tardi, sono passate le ventitré, ma Pelosi non ha ancora mangiato. Ecco quindi che Pasolini accosta, sulla via Ostiense, presso la trattoria Il Biondo Tevere. Un ristorante tipico, molto popolare, abitualmente frequentato da Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante e altri intellettuali.

Per questo la titolare del ristorante non si stupisce quando, a tarda ora, vede arrivare Pasolini con un ragazzo mai visto prima. «Prego, professore, si accomodi». È tardi, il ristorante sta per chiudere, ma per Pasolini non si può non fare un’eccezione. Lo scrittore prende per sé un semplice spuntino (una banana accompagnata da una birra), mentre per Pelosi ordina una cena vera e propria. I ristoratori abbassano la serranda del locale. C’è poca gente in giro e Pasolini negli ultimi tempi è un personaggio sempre più a rischio. Non si sa mai che qualcuno l’abbia seguito e stia in agguato dietro l’angolo. Quando Pasolini e Pelosi, poco dopo, lasciano il locale, la ristoratrice e suo marito li accompagnano alla macchina. Saranno gli ultimi a testimoniare di aver visto lo scrittore vivo.