Scritto nel 1806 e pubblicato nel 1807, il poema Dei Sepolcri celebra il valore del culto dei morti. Nella visione materialistica di Foscolo, la tomba è l’unico luogo in cui si mantiene un legame tra i vivi e i morti (vedi Pagine di realtà, p. 103). Ed è un legame importante perché il ricordo dei defunti – soprattutto dei grandi uomini – è un esempio e un’ispirazione per i vivi.
Il contesto
Nel 1804 Napoleone stabilisce che (per motivi igienici) i morti devono essere seppelliti lontano dalle città; e che (per motivi ideologici) le tombe devono essere tutte uguali. Questa legge suscita molte polemiche. Foscolo ne discute con l’amico Ippolito Pindemonte; poi scrive Dei Sepolcri.
L’illusione del sepolcro
di Ugo Foscolo, da Dei sepolcri, prima parte (vv. 1-90)