LEZIONE 18.4 La divisione dell impero Il risentimento dei cristiani divenne ancora più evidente in seguito all abolizione di alcuni privilegi economici che gli imperatori precedenti avevano concesso ai seguaci del cristianesimo. Poiché ormai i cristiani rappresentavano una parte considerevole della popolazione dell impero, questi provvedimenti danneggiarono molto la popolarità dell imperatore, del resto già piuttosto ridotta, dal momento che le sue riforme a favore del paganesimo interessavano soltanto un numero ristretto di intellettuali legati a circoli culturali nostalgici dell età classica. La morte di Giuliano Nel 363 Giuliano intraprese una nuova campagna militare contro i Sasanidi, con l intento di creare nuovi sbocchi commerciali tra il Mediterraneo e l Estremo Oriente. Tra le motivazioni della sua spedizione ebbe però un peso anche l idea di guidare una missione civilizzatrice, in nome della cultura greco-romana, contro gli eterni nemici orientali, i Persiani. La guerra in Oriente non sortì però l effetto sperato, e l imperatore morì in seguito alle ferite subite in combattimento. Dopo la morte di Giuliano il tentativo di restaurare i culti pagani fu rapidamente accantonato. I cristiani ottennero subito il ripristino dei privilegi economici e sociali di cui avevano goduto in epoca precedente e tutte le riforme religiose promosse da Giuliano furono cancellate dal suo successore, Gioviano (363-364). Le minacce ai confini imperiali Alla morte di Gioviano, nel 364, le truppe acclamarono imperatore Valentiniano I (364375). La difficoltà di controllare i vasti territori dell impero, sempre più frammentato e insidiato su vari fronti dai nemici esterni, indusse il nuovo imperatore a tornare alla scelta di suddividere il potere. Egli nominò come Augusto d Oriente il fratello Valente, mentre mantenne per sé il comando della parte occidentale dell impero, associando al trono, nel 367, il figlio Graziano. Quando nel 375 Valentiniano I morì durante una campagna militare in Europa orientale, Graziano gli subentrò come Augusto d Occidente (375-383). In questo periodo l impero fu colpito da un consistente attacco dei popoli germanici, spinti a penetrare nei territori romani dalla pressione esercitata alle loro spalle dagli Unni, in rapida espansione verso l Occidente. Le risorse militari ed economiche dello Stato erano però insufficienti a fronteggiare tutti i nemici che premevano ai confini; fu pertanto necessaria l attuazione di una nuova strategia difensiva. Gli imperatori sottoscrissero accordi diplomatici con le popolazioni che da tempo erano entrate nell area di influenza dell impero, permettendo alle tribù germaniche di penetrare pacificamente all interno dei confini in cambio del sostegno militare contro i nuovi invasori. In quest ottica, Valente permise ai Visigoti di stanziarsi nella Mesia, una regione dei Balcani. I funzionari imperiali preposti al governo di quei territori, però, commisero violenze e soprusi nei confronti dei Visigoti, che si ribellarono all imperatore e lo affrontarono ad Adrianopoli nel 378. Lo scontro si risolse con una sconfitta dei Romani e la morte di Valente. L editto di Tessalonica Il luogo p. 128 Graziano nominò come Augusto d Oriente Teodosio I (379-395), che, figlio di un funzionario imperiale di origine iberica, aveva velocemente scalato i gradini della gerarchia militare. Temendo l avanzata dei Visigoti verso Costantinopoli, Teodosio si preoccupò di concludere nuovi accordi di pace, concedendo loro di stanziarsi nei Balcani e di creare uno Stato indipendente e autonomo all interno dell impero. L incontro tra Valente e Atanarico, re dei Visigoti, incisione del XIX secolo. 127