CAPITOLO 15 LA NASCITA DELL IMPERO La concorrenza delle province Costo della vita: somma necessaria all acquisto di alcuni beni considerati essenziali e rappresentativi dei consumi base di una famiglia. POPOLI E LINGUE Questo continuo afflusso di merci dalle province con il tempo avrebbe, però, provocato notevoli squilibri commerciali all interno dei territori romani. La produzione agricola della penisola subì presto la concorrenza di quella delle province occidentali. La coltivazione della vite e dell ulivo, per esempio, si diffuse con successo in Spagna e nella Gallia, le quali, grazie a costi di produzione più contenuti, superarono progressivamente l Italia nell esportazione di vino e olio. L artigianato italico fu colpito da una grave crisi, dovuta allo sviluppo delle attività manifatturiere della Gallia, i cui artigiani erano particolarmente abili nella produzione di oggetti di vetro e di ceramica. La crescita economica della provincia gallica fu favorita anche dalla presenza di importanti fiumi navigabili e di numerose legioni che, stanziate a difesa dei confini minacciati dalle popolazioni nomadi dell Europa centrale, avevano bisogno di grandi quantità di rifornimenti e contribuivano quindi a stimolare la produzione agricola e artigianale di tutta l area. La concorrenza delle province era favorita anche da fattori economici sfavorevoli interni alla penisola. La ricchezza e il lusso che caratterizzarono la vita di Roma e di molte altre città italiche a partire dal I secolo d.C. contribuirono infatti ad aumentare i prezzi delle merci e il costo della vita. Nelle province, invece, le materie prime e la manodopera mantennero costi più bassi, e di conseguenza i manufatti prodotti in quelle aree continuarono a essere messi in commercio a prezzi più convenienti. Il latino letterario e il latino parlato Il dinamismo interno ai confini dell impero romano emerge anche nel profilo linguistico dell epoca: un patrimonio complesso e stratificato che si arricchisce grazie alle culture dei popoli conquistati. Il 240 a.C. segnò l inizio della letteratura latina scritta. Prima di questa data, la cultura latina si esprimeva oralmente in forme che rientrano nella vasta categoria del carmen, la prosa ritmica basata sul saturnio, verso tipicamente italico. Al 240 a.C. risale, infatti, la traduzione, seguita dalla rappresentazione, della prima tragedia di argomento greco a opera di Livio Andronìco, poeta originario di Taranto. La letteratura latina nacque, dunque, nel contesto di un acculturazione che Roma assorbì dal mondo greco. Rielaborando e adattando modelli greci, si sviluppò una produzione letteraria autonoma e originale, e non è un caso che i pionieri della letteratura latina fossero grecofoni come Livio, Nevio ed Ennio. Il latino ha sempre mantenuto il plurilinguismo che lo ha caratterizzato fin dalle origini, essendo una lingua intessuta dalla commistione di contributi linguistici e culturali di provenienza etrusca, sabina, e latina propriamente detta. Tale fenomeno è evidente anche nelle testimonianze che ci restituiscono esempi della lingua d uso comune, quella parlata nella vita di tutti i giorni. Il latino colloquiale o lingua d uso comprende una serie di varianti, che possono essere diastratiche, che esprimono cioè i diversi gradi di acculturazione della comunità, o diafasiche, ovvero legate all ambito di impiego della lingua: il sermo urbanus, per esempio, è il latino delle dotte conversazioni della classe dirigente di Roma 14 ed è ben distinto dal sermo rusticus (o rustìcitas), il latino parlato dai contadini, dal sermo plebèius, il latino della plebe di Roma, e dal sermo peregrìnus (o peregrìnitas), il latino parlato dagli stranieri. Accanto a questi registri sono diffusi anche il sermo militaris, il sermo nautico, il sermo agricolo, il sermo cotidianus, e così via. Le fonti del latino colloquiale sono di due tipi: indirette, di natura letteraria, e sono fonti che, spesso, operano un filtro; più veritiere sono invece le fonti dirette, come le scritture private, immediate e non sorvegliate, in cui la grafia tende a riprodurre l effettiva pronuncia. Interessanti sono anche le iscrizioni parietali che, nel caso di Pompei, per esempio, danno chiarezza sulla lingua parlata negli anni Sessanta e Settanta del I secolo d.C. Mosaico pavimentale di Pompei, proveniente dalla cosiddetta villa di Cicerone, che raffigura un gruppo di musici ambulanti (II-I secolo a.C.).