UNIT 5 Roma imperiale LABORATORIO Loro. Un viaggio nelle fantasie di complotto Come nascono fake news e fantasie di complotto? Come ci si può difendere? 1. Nuove religioni, nuovi sospetti Tra il I e il III secolo d.C. si diffondono, nei territori dell impero romano, numerose religioni di origine orientale, tra le quali assume una rilevanza particolare il cristianesimo. L impero romano era solito avere un atteggiamento molto tollerante nei confronti dei vari culti che aveva incontrato durante la sua espansione e arrivava persino a includere delle divinità straniere nel proprio pantheon. Tuttavia non tutti i movimenti religiosi erano tollerati allo stesso modo. La religione greco-romana era infatti una religione principalmente civica, ovvero legata non tanto alla spiritualità individuale, quanto piuttosto ai riti pubblici che la comunità seguiva per la prosperità collettiva. Quando il cristianesimo inizia a diffondersi nell impero nei primi decenni del I secolo d.C., le istituzioni e i cittadini pagani iniziano a guardare con sospetto a questo culto. I suoi adepti, infatti, si riuniscono privatamente e di nascosto, non compiono i riti pubblici, non fanno sacrifici all imperatore né per la prosperità della civitas. La partecipazione a qualsiasi culto pagano, prestato a una divinità diversa dal dio cristiano, è infatti assolutamente inammissibile per una religione monoteistica come il cristianesimo. Contro i cristiani iniziano quindi a circolare una serie di dicerie: cospirano contro la salute e il benessere di Roma, compiono azioni e riti immorali, si macchiano di crimini orribili. Non c è da meravigliarsi dunque se, quando Nerone fa appiccare l incendio a Roma nel luglio del 64, cerchi di attribuirne la responsabilità ai cristiani, come ci racconta Tacito negli Annali (XV, 44). Anche Nerone, però, è a sua volta vittima di una diceria: viene accusato di essere lui il vero mandante dell incendio, appiccato per perseguire i suoi interessi urbanistici (l imperatore approfittò della nuova disponibilità di suolo pubblico, reso libero dalle fiamme, per intraprendere la costruzione di un immensa reggia, la Domus aurea) o per la follia di recitare un poema di fronte a un incendio che ricordasse quello di Troia. Le parole di Tacito ci aiutano a comprendere chiaramente il clima dell epoca: lo storico ritiene infatti che i cristiani, per quanto innocenti dall accusa di aver incendiato Roma, siano comunque meritevoli del supplizio, dal momento che a suo avviso formano una setta nemica del genere umano. Buona parte dei Romani la pensa proprio come lui. Si afferma così sempre più la credenza che i cristiani, oltre a provocare disordini, siano dediti a pratiche nefande nelle loro segrete adunanze e che addirittura uccidano e mangino i bambini. I cristiani diventano quindi vittime di numerose fantasie di complotto. DOMANDE 1. Che tipo di religione era quella romana? 2. A Roma venivano tollerati tutti i culti? 3. Quali dicerie circolarono contro la prima comunità cristiana? Come le potresti spiegare? 2. Complotti e fantasie di complotto Un complotto è un piano organizzato segretamente da un gruppo di persone con l intenzione di nuocere a un altro gruppo, solitamente ampio. Perché ci sia un complotto devono essere presenti questi tre elementi: 1. una pluralità di persone; 2. la segretezza; 3. l intenzione di fare del male. 144 Esistono i veri complotti? Naturalmente sì: ne è un esempio la congiura di Catilina, sventata da Cicerone nel 63 a.C. Le fantasie di complotto, invece, sono teorie su presunti complotti che in realtà non esistono, come le dicerie diffuse sui cristiani nel I secolo o su Nerone. Ma come distinguere un complotto reale da una fantasia di complotto? Secondo gli studi più recenti,