LEZIONE 19.3 L impero romano d Oriente Sede apostolica: sono definite tali le Chiese fondate, secondo la tradizione, direttamente dagli apostoli, la più importante delle quali è quella di Roma. Scisma: separazione all interno di una confessione religiosa o più in generale di un gruppo organizzato. L ingerenza dell imperatore negli affari religiosi aveva soprattutto scopi politici, non solo perché rafforzava l idea che il suo potere assoluto avesse una legittimazione divina, ma anche perché l intervento nelle dispute teologiche rappresentava uno strumento per influenzare i rapporti di forza tra Oriente e Occidente, attraverso le relazioni che intercorrevano tra la Chiesa di Costantinopoli e quella di Roma. Un esempio di questa strategia si ebbe nel 451, con la convocazione del concilio di Calcedonia da parte dell imperatore Marciano (450-457). In quell occasione fu condannata l eresia monofisita (dal greco moné, unica , e ph sis, natura ), elaborata dal teologo utiche agli inizi del V secolo. Mentre l ortodossia cattolica postulava la doppia natura di Cristo insieme uomo e Dio , secondo il monofisismo la dimensione umana di Gesù era assorbita da quella divina, che era dunque la sua vera e unica natura. A Calcedonia fu inoltre sancita la preminenza del patriarcato di Costantinopoli su quelli di Antiochia e di Alessandria e la sua equiparazione alla sede apostolica di Roma. Tale provvedimento prendeva atto dell importanza di Costantinopoli, la nuova Roma e la sede dell impero, ma allo stesso tempo, ponendo Bisanzio e Roma sullo stesso piano, metteva in dubbio il primato del papa. Ne derivarono forti contrasti tra la Chiesa orientale e quella occidentale, che giunsero a provocare la rottura delle relazioni diplomatiche tra le due sedi apostoliche tra il 484 e il 518. L episodio è conosciuto come scisma di Acacio, dal nome del patriarca di Costantinopoli che, con l appoggio dell imperatore Zenone, rifiutò di accettare la sua scomunica emanata in quell occasione dal papa di Roma. Le relazioni tra le Chiese occidentale e orientale tornarono alla normalità soltanto nel 519, con l imperatore Giustino I. Costui, con lo scopo di consolidare la stabilità istituzionale, si impegnò nella riconciliazione tra le gerarchie ecclesiastiche e pose fine allo scisma riconoscendo il primato del papa. Rovine delle mura e delle torri di Antiochia in un incisione del XIX secolo. Le premesse dell espansione territoriale I successori di Zenone furono variamente impegnati nel rafforzamento del potere imperiale attraverso la difesa dei confini e il consolidamento dell amministrazione statale. Anastasio (491-518) si preoccupò di risanare il bilancio statale, combattendo gli sprechi e rendendo più efficiente il governo dei territori sottoposti al dominio bizantino. Per favorire la crescita economica, Anastasio introdusse anche importanti riforme agrarie volte a limitare la formazione dei latifondi per favorire invece la piccola proprietà contadina. Nonostante gran parte della ricchezza dell impero derivasse dagli scambi commerciali con l Oriente, la sua base economica rimaneva infatti solida soprattutto grazie all abbondante produzione agricola di alcune regioni situate entro i suoi confini come l Egitto e le coste del mar Nero. L opera di riforme proseguì durante il regno di Giustino I (518-527), con il quale l impero bizantino conobbe un periodo di intenso sviluppo economico che garantì l aumento delle entrate fiscali. Furono queste le premesse dell espansione territoriale che carat- 159