LEZIONE 15.2 Il principatodi Ottaviano Augusto La riorganizzazione delle province e il potenziamento delle istituzioni locali, in ultima analisi, contribuirono a rendere più solido l apparato statale, favorendo una più capillare penetrazione delle leggi, delle tradizioni e della cultura romana. Questo non toglie, tuttavia, che nelle province si verificassero ancora gravi fenomeni di corruzione, dovuti ai rapporti clientelari che nascevano tra i governatori e la cerchia dei senatori che ne sostenevano la nomina. La scelta dei governatori non avveniva in genere in base alle loro effettive capacità, ma alle conoscenze politiche che potevano vantare. Inoltre, il fatto che il loro potere fosse limitato nel tempo (un anno) e che alla fine del mandato perdessero tutti i loro privilegi contribuì al malgoverno delle province senatorie. La mancanza di una continuità nella politica di governo comprometteva infatti lo sviluppo economico e sociale dei territori sottomessi, senza contare che i governatori cercavano di accaparrarsi più ricchezze possibili durante il loro breve incarico. La riorganizzazione dell esercito La riforma amministrativa dell impero e il controllo dei suoi confini non potevano essere efficacemente attuati senza una riforma dell esercito. Il mantenimento delle legioni gravava infatti in modo insostenibile sul bilancio statale e, senza nuove conquiste, sarebbe stato difficile continuare a finanziare un apparato militare mantenuto fino ad allora grazie alle confische di terre straniere e all afflusso dei relativi tributi. Per il controllo delle province, inoltre, era sufficiente un esercito ridotto rispetto a quello impegnato nelle guerre dei decenni precedenti. Augusto decise quindi di dimezzare il numero delle legioni, limitando così le spese per il loro mantenimento. Istituì inoltre una paga per i legionari, dal momento che le terre disponibili per essere distribuite ai soldati si erano esaurite. Per limitare il potere dei generali ed evitare l insorgere di nuove guerre civili, Augusto assegnò a professionisti pagati dallo Stato la guida delle truppe, e stabilì un sistema di frequente avvicendamento al comando, volto a evitare che la loro autorità potesse crescere fino al punto di contrapporli al principe. La politica estera tra pace e guerra Uno dei temi più ricorrenti nella propaganda augustea fu quello della pace, riportata nei territori romani dopo quasi un secolo di guerre combattute in Italia. In un epoca in cui Roma era ormai padrona di tutto il mondo mediterraneo, anche la politica estera del principe fu rivolta al rafforzamento della stabilità dell impero più che a un ulteriore allargamento delle conquiste. Ciò non significa che il periodo augusteo sia stato privo di conflitti; la pax romana (o pax augustea) riguardò infatti buona parte dei territori interni all impero, ma non i confini, dove in alcuni casi le azioni militari si configurarono anche come vere e proprie guerre di conquista. Per scoraggiare ogni tentativo di rivolta e difendere meglio i confini dalle minacce esterne, Augusto aumentò la presenza dei contingenti militari nelle province più turbolente. In Oriente, però, dove i Parti continuavano a premere ai confini imperiali, a questa strategia di contenimento si affiancarono anche i tentativi di conquistare nuove terre, che ottennero come risultato solo un precario accordo di pace (20 a.C.). Gli accordi con i Parti furono stipulati anche per la necessità di impiegare le legioni romane in altre province. Augusto promosse infatti una campagna militare nell Europa centrale e nei Balcani per creare una via di comunicazione di terra tra le aree occidentali e quelle orientali dell impero, collegate fino ad allora solo dalle rotte marittime. Le operazioni si conclusero nel 12 a.C., con la creazione di una linea di confine sul fiume Danubio e con la conquista della Rezia, del Norico, della Pannonia, dell Illiria e della Mesia (regioni che oggi fanno parte dei territori austriaci, ungheresi e degli Stati balcanici). Altre conquiste furono concluse da Augusto in Marocco e nella Spagna settentrionale, nella Gallia belgica, nelle regioni alpine della Gallia (unite alla provincia narbonese) e nella Galazia (Anatolia). Il tentativo di avanzare anche nell Europa centrosettentrionale, nei territori occupati dai Germani, si arrestò invece in seguito alla disfatta della selva di Teutoburgo (9 d.C.), presso il fiume Reno, dove i Romani persero ben tre legioni, diverse coorti di fanteria e tre ali di cavalleria. STUDIO SULLA CARTA p. 23 Sullo schermo e sulla pagina p. 22 Propaganda: attività finalizzata a persuadere il maggior numero possibile di persone della validità di un idea, di un prodotto o di un azione. In questo contesto indica l intento perseguito da Augusto di far risultare il suo governo positivo e apprezzabile agli occhi della popolazione. 21