CAPITOLO 15 LA NASCITA DELL IMPERO SULLO SCHERMO E SULLA P A A G I N I romanzi di Valerio Massimo Manfredi Lo scrittore, storico e archeologo italiano Valerio Massimo Manfredi (nato nel 1942) ha dedicato larga parte della sua produzione letteraria a romanzi storici, per lo più ambientati in epoca antica. Oltre a vari libri ambientati nella Grecia micenea e classica, sei romanzi si sviluppano invece sullo sfondo dell antica Roma: L ultima legione (2002), da cui è stato tratto l omonimo film; L impero dei draghi (2005), Idi di marzo (2008), Teutoburgo (2016), Antica madre (2019) e Quaranta giorni (2020). Il quarto di questi romanzi, Teutoburgo, è incentrato sulla disfatta dell esercito romano in Germania, nel 9 d.C. Protagonista tanto del romanzo, quanto della battaglia storica, fu Gaio Giulio Arminio, nome romano con cui era noto il condottiero Armin, esponente della tribù germanica dei Cherusci. Arruolato nell esercito romano, raggiunse posizioni di comando, fino a quando il suo tradimento fu decisivo per permettere ai suoi compatrioti di annientare nella selva di Teutoburgo ben tre legioni, per un totale di 18 000 soldati, guidate dal generale Publio Quintilio Varo. Le abilità tattiche e militari apprese dai Romani furono fondamentali per attirare i legionari in una trappola mortale. Si trattò di una sconfitta epocale, senza precedenti, che causò rabbia e immediato desiderio di rivalsa a Roma, ma che ridiede anche speranza alle tante popolazioni non rassegnate al dominio di Roma. La gloria fu però di breve durata per Armin, ripetutamente sconfitto, negli anni successivi, dal nuovo comandante inviato da Roma, Germanico, che fu anche capace di recuperare le insegne militari di due delle tre legioni distrutte. Armin fu ucciso nel 19 d.C., dieci anni dopo la vittoria di Teutoburgo, dalle sue guardie, vendutesi ai Romani. Un impero diviso tra est e ovest La globalizzazione p. 27 Cultura e società al tempo del principato Storia & Arte p. 23 22 Augusto si trovava ormai a governare un impero esteso e solido, che assumeva quasi dimensioni globali e che comprendeva aree tra loro molto eterogenee. Le province orientali, eredi dei ricchi regni alessandrini, erano economicamente e culturalmente più progredite. In queste aree era ormai profondamente radicata la cultura ellenistica e la lingua e la cultura greche restarono predominanti. Le province occidentali, soprattutto nella parte settentrionale, erano invece molto più arretrate. Augusto si impegnò nella fondazione di nuove città, nella promozione delle attività economiche e nella diffusione della lingua e della cultura latine, oltre che delle tradizioni religiose romane. Augusto promosse la diffusione della cultura ellenistica in tutto l impero, conferendole un impronta prettamente romana: patrocinò la realizzazione di edifici di culto, complessi monumentali ed edifici per gli spettacoli con uno stile unitario, il corinzio romano. Il processo di romanizzazione fu efficace sia in Occidente per l assenza di un identità culturale forte e radicata, sia in Oriente, dove peraltro Augusto, inserendosi nel solco delle monarchie assolute ellenistiche, fu oggetto di onori quasi divini. Nella riorganizzazione dello Stato e nella conduzione della politica estera, come abbiamo visto, Augusto si preoccupò sempre di ottenere anche un largo consenso. A questo scopo, oltre alla costruzione di grandi edifici pubblici, all organizzazione di spettacoli gratuiti e alle elargizioni a favore della plebe, egli promosse un intensa attività di propaganda politica. La sua opera di riforma, inoltre, riguardò anche la società, nell ambito della quale egli tentò di cambiare in parte riuscendovi alcuni aspetti del costume e della mentalità.