CAPITOLO 22 L ESPANSIONE ARABA I primi conflitti interni Dissidente: un individuo o un gruppo di persone che non si uniforma alle idee e alle usanze di una maggioranza, manifestando il proprio dissenso. Il grande successo dell espansione araba non impedì l insorgere delle prime difficoltà. Le divergenze sulla successione a Maometto e la morte violenta di Al avevano infatti posto le basi per un conflitto di potere al vertice della società araba, che ebbe importanti conseguenze anche sull unità religiosa della comunità islamica. Alla morte di Al , infatti, i suoi sostenitori che avrebbero poi formato il gruppo dissidente degli sciiti (da sh at Al , la fazione di Al ) accusarono gli Omayyadi di averlo fatto uccidere per impadronirsi del potere. Essi sostennero inoltre che la guida politica e religiosa dell islam dovesse necessariamente appartenere ai diretti discendenti del profeta. La tendenza sciita fu fatta propria anche da gran parte della popolazione persiana, convertitasi all islam in seguito alla caduta dell impero sasanide. A favore della dinastia regnante si schierarono invece i sunniti (fedeli alla sunna, ossia agli insegnamenti di Maometto), che costituivano la maggioranza della popolazione araba. Costoro ritenevano che la scelta del califfo dovesse avvenire per elezione, oppure per trasmissione ereditaria del titolo all interno di una famiglia che godesse però dell approvazione dell intera comunità. A questa divergenza tra sciiti e sunniti si aggiungevano inoltre disaccordi di tipo dottrinale sulle fonti principali da cui trarre i precetti fondamentali della religione islamica. La Grande Moschea degli Omayyadi a Damasco. La divisione dell impero islamico 254 I contrasti interni all impero furono tra l altro aggravati dalle rivendicazioni dei sudditi stranieri convertiti all islam, i mawali, che sulla base dei princìpi di uguaglianza espressi nel Corano pretendevano fossero loro riconosciuti gli stessi diritti riservati agli Arabi. Nel 750 le tensioni tra le fazioni sciita e sunnita culminarono in una violenta rivolta che rovesciò la dinastia omayyade e portò al potere la dinastia degli Abbasidi, destinata a diventare la più duratura del mondo medievale islamico. Il potere sull impero islamico, fino ad allora riservato agli Arabi, passò nelle mani di musulmani di origine persiana, che, vantando una lontana parentela con Maometto (il loro capostipite, al-Abbas, era infatti lo zio di Maometto), soddisfacevano le richieste degli sciiti circa la discendenza dei califfi dal Profeta. I nuovi regnanti spostarono la capitale da Damasco a Baghdad, fondata nel 762 sulle rive del fiume Tigri, in Mesopotamia.