L RA DI CIVICA IDENTIT Ritratti del re d Italia Vittorio Emanuele III e di Mussolini appesi alle case delle città etiopi dopo la vittoria italiana. quanto portatori di civiltà. Il mito degli italiani brava gente non corrisponde alla realtà storica dei fatti, ma ebbe ampia diffusione alla fine della Seconda guerra mondiale e venne fatto proprio dalla cultura di massa. Bisogna inoltre ricordare che nel secondo dopoguerra l Italia era un Paese molto povero, i cui abitanti iniziavano a emigrare in cerca di fortuna in altri Paesi. Gli italiani e le italiane si spostarono soprattutto in Germania, Belgio, Stati Uniti e Australia dove spesso furono vittime in prima persona del razzismo dei cittadini di quei Paesi e pertanto si ritenevano immuni al sistema di pensiero razzista. Con la globalizzazione e l arrivo in Italia di persone di altre etnie, il discorso coloniale è riemerso nel dibattito pubblico con forza, mostrando la diffusione fra le italiane e gli italiani di pregiudizi e ideologie razziste vissuti spesso con scarsa consapevolezza, sia storica sia culturale. A partire dagli anni Novanta ha avuto inizio anche in Italia una lenta presa di coscienza del razzismo diffuso, delle sue origini storiche e della necessità di disinnescare questa forma di violenza per poter costruire un Paese più civile e più giusto. DOMANDE 1. L Italia ha avuto un passato coloniale? Ne avevi sentito parlare? Come e quando? 2. Che cos è il mito degli italiani brava gente ? 3. Come mai per tanti anni in Italia non c è stato un dibattito sulle conseguenze del colonialismo? 4. Il pensiero postcoloniale e il multiculturalismo Oggi la globalizzazione rende più semplici gli spostamenti in tutto il mondo e fa sì che le persone entrino in contatto con culture e tradizioni diverse dalla propria molto più frequentemente rispetto al passato. La crescita dei fenomeni migratori, in particolare, spesso comporta la convivenza di tradizioni, culture e religioni diverse entro uno stesso spazio e questo può generare episodi di intolleranza e razzismo, che riattivano processi di difesa delle identità nazionali. necessario quindi elaborare un pensiero nuovo, che sappia disinnescare i pregiudizi e gli stereotipi che abbiamo spesso interiorizzato a causa del discorso coloniale e che ci permetta, finalmente, di costruire delle società più libere e più giuste. Per offrire a tutti e a tutte le stesse opportunità, non è possibile applicare il vecchio modello identitario che contrappone il noi agli altri . invece necessario riconoscere, tutelare e valorizzare le diverse identità per immaginare una nuova società multiculturale, che consideri la diversità come un valore, fondata sulla convinzione che non vi siano culture superiori alle altre. Un primo passo consiste nell adottare un pensiero postcoloniale: con questa espressione si indica l atteggiamento critico che ci fa prendere consapevolezza del discorso coloniale e che ci spinge a riconsiderare le nostre visioni. Questo tipo di approccio critico ci deve portare ad analizzare l impatto che il colonialismo ha avuto in Asia, in Africa e nelle Americhe, osservando e riconoscendo le conseguenze di questa forma di oppressione nell economia, nella politica e nella cultura dei Paesi colonizzati, e a indagare le politiche attraverso le quali i Paesi più industrializzati tendono ancora oggi a imporre la propria influenza nella vita delle ex colonie e dei Paesi in via di sviluppo per assoggettarli a un nuovo 357