CAPITOLO 15 LA NASCITA DELL IMPERO Il dispotismo di Nerone Il personaggio p. 37 Storia & Arte p. 38 L imperatore Nerone. L incendio di Roma del 64 d.C., illustrazione del 1910. 36 Quando Claudio morì, nel 54 d.C., probabilmente avvelenato per una congiura ordita da Agrippina stessa, a soli 17 anni Nerone (54-68 d.C.) ereditò la guida dell impero. L ascesa al potere di Nerone non era malvista dai senatori, che vedevano nel giovane imperatore e nei suoi consiglieri il prefetto del pretorio Afranio Burro e il filosofo stoico Lucio Anneo Seneca, importante intellettuale del tempo e suo precettore una garanzia per il rispetto delle prerogative del senato e delle altre magistrature. I primi cinque anni del regno di Nerone furono in effetti influenzati dall equilibrio di Burro e Seneca; ben presto, però, come era già accaduto con Caligola, la moderazione lasciò il posto a un regime autoritario. Nerone assunse un atteggiamento da sovrano orientale e impose la venerazione della sua persona. Dopo aver fatto eliminare la sua stessa madre, Agrippina, che aveva continuato a intessere intrighi anche dopo l ascesa al trono del figlio, egli mise da parte anche i suoi migliori collaboratori. Seneca si ritirò a vita privata ma, denunciato come complice di una congiura ordita dalla famiglia dei Pisoni nel 65 d.C., fu costretto a suicidarsi. Negli stessi anni caddero vittime di Nerone anche la prima e la seconda moglie, Ottavia e Poppea. Nerone fu addirittura sospettato di aver provocato il gravissimo incendio di Roma del 64 d.C., scoppiato probabilmente per motivi accidentali, ma attribuito dalla propaganda imperiale ai cristiani, che in questi anni conobbero le prime persecuzioni. Nerone sopravvisse a numerose congiure la più importante delle quali fu quella ordita da Pisone nel 65 d.C., reagendo con feroci repressioni eseguite dal nuovo e potente prefetto del pretorio, Tigellino. Accanto a questa politica di terrore, però, egli seppe anche esercitare grande fascino su ampi strati della popolazione. Per compiacere le masse proletarie di Roma venivano organizzati giochi circensi, feste pubbliche gratuite e spettacoli teatrali, nei quali Nerone stesso si esibiva come attore protagonista o atleta. Questi atteggiamenti spregiudicati ed esibizionisti non erano solo uno strumento di propaganda; Nerone nutriva una sincera ammirazione per le arti ed era un estimatore della cultura ellenica (durante il suo regno garantì infatti numerosi privilegi alla provincia greca). A lui si deve inoltre un importante riforma monetaria, attuata nel 64, la prima dopo secoli, che mirava a ridurre il peso della moneta d oro (aureo) e a svalutare quella d argento (denario), con il conseguente aumento delle emissioni monetali e dei commerci.