CAPITOLO 26 L ET DI CARLO MAGNO Esautorare: privare qualcuno della sua autorità. Patrimonio fondiario: l insieme delle terre che appartengono a un determinato proprietario. Carlo Martello Staffe: sostegni metallici che pendono ai lati della sella dove ancorare i piedi durante la cavalcata, che consentono al cavaliere di colpire con la lancia senza rischiare di cadere da cavallo. Miniatura del XV secolo raffigurante la battaglia di Poitiers. La fine della dinastia merovingia Requisizione: provvedimento che consiste nel sequestro di un bene privato in genere per destinarlo a uso pubblico. 368 gressivamente di importanza e, tra il 680 e il 714, un membro della dinastia, Pipino di Héristal, assunse praticamente pieni poteri, così da esautorare di fatto il sovrano. Per assicurarsi la fedeltà degli altri nobili, egli intraprese una politica di espansione territoriale che gli garantì la disponibilità di nuove terre da distribuire senza intaccare il proprio patrimonio fondiario. In questo modo, inoltre, egli impegnò le forze militari dei nobili franchi in una guerra contro un nemico esterno, evitando così l insorgere di conflitti locali per il predominio all interno del regno. Con le sue vittoriose campagne militari, Pipino di Héristal conquistò i territori dei Frisoni e dei Sassoni, nelle zone del basso corso del fiume Reno, dopo aver sottomesso nel 687 anche il regno di Neustria. Alla morte di Pipino di Héristal ascese alla carica di maestro di palazzo il figlio illegittimo Carlo Martello. Egli dovette difendere i territori dei Franchi dalla minaccia degli vari, autori di violente incursioni presso i confini orientali, e degli Arabi, che compivano frequenti saccheggi nelle aree meridionali della Gallia e, dalla penisola iberica, miravano a espandersi verso nord attraverso i Pirenei. Carlo Martello riuscì a fermare entrambi gli invasori grazie alla forza di un esercito fondato sulla cavalleria, la cui potenza bellica trasse notevole beneficio dall introduzione delle staffe e delle corazze di ferro, che conferivano ai cavalieri maggiore stabilità e protezione. La solidità dell esercito fu garantita anche da importanti provvedimenti in ambito agrario: per assicurare ai cavalieri le risorse economiche necessarie al mantenimento dei cavalli, all acquisto dell armatura e al costante addestramento militare, il sovrano franco cedette loro temporaneamente terre appartenenti al patrimonio fondiario della Chiesa e degli ordini monastici. Sotto Carlo Martello l esercito franco raggiunse una forza d urto temibile, che gli consentì la vittoria sugli Arabi a Poitiers (avvenuta nel 732 o nel 733). I Franchi acquisirono così il controllo dell Aquitania, premessa per l espansione nella Gallia meridionale e in particolare in Provenza, regione che aveva raggiunto una certa prosperità grazie ai traffici commerciali del porto di Marsiglia. Alla morte di Carlo Martello, nel 741, gli succedettero al potere i figli Carlomanno e Pipino il Breve. Nonostante i successi militari, il regno dei Franchi era indebolito dall instabilità politica dovuta ai contrasti con le gerarchie ecclesiastiche, colpite dalle requisizioni di terre attuate da Carlo Martello per finanziare la cavalleria e dalla mancanza di un forte potere regio, dal momento che i Merovingi continuavano a mantenere il titolo di sovrani anche se erano stati di fatto esautorati dai Pipinidi. I legami con la Chiesa furono riannodati da Carlomanno, che sostenne materialmente e politicamente il monaco inglese Bonifacio, al quale il papa aveva affidato il compito di evangelizzare le popolazioni germaniche dell Europa centrale. Dopo il ritiro di Carlomanno in un monastero in Italia (747), il potere passò interamente nelle mani di Pipino il Breve, che nel 751, con il sostegno dei vescovi della Gallia, depose il re ponendo fine alla dinastia merovingia.