CAPITOLO 26 L ET DI CARLO MAGNO L avanzata nell Europa orientale I soldati di Carlo Magno in battaglia. L incoronazione di Carlo Magno Con la sua travolgente espansione territoriale Carlo Magno aveva trasformato il regno dei Franchi in una grande potenza, in grado di competere, almeno dal punto di vista militare, con gli altri due organismi statali che in quel periodo si contendevano il dominio del mondo mediterraneo: l impero bizantino e quello arabo. La posizione di Carlo era rafforzata dall alleanza con il papato, basata su reciproci interessi. Se l appoggio del papa era stato fondamentale per legittimare il potere dei sovrani carolingi, la potenza militare dei Franchi costituiva una sicurezza per la Chiesa di Roma. Il sodalizio tra Carlo e il pontefice fu confermato il giorno di Natale dell anno 800 a Roma, con l incoronazione di Carlo Magno a imperatore da parte di papa Leone III. Le motivazioni del gesto papale si spiegano con le dinamiche diplomatiche occorse in quel periodo. L autorità del pontefice era infatti stata incrinata dall opposizione delle famiglie aristocratiche romane, che lo accusavano di aver occupato illecitamente il soglio pontificio. Nel 799 Leone III era stato addirittura imprigionato con l accusa di comportamenti immorali, ma era riuscito a fuggire in Sassonia, dove Carlo gli aveva offerto rifugio. Grazie alla mediazione del sovrano franco, Leone III fu assolto da ogni colpa e la sua autorità venne ristabilita; in questo contesto, l incoronazione di Carlo Magno rappresentò forse una sorta di ricompensa, sebbene alcuni storici l abbiano interpretata soprattutto come un mezzo messo in atto dal papa per imporre il proprio controllo sulla nomina imperiale. La restaurazione dell impero romano Con l incoronazione di Carlo Magno nasceva dunque un nuovo impero, idealmente erede dell impero romano ma fondato sulla legittimazione della Chiesa. Per queste sue caratteristiche, l impero di Carlo Magno è stato definito Sacro Romano Impero, con un espressione che tuttavia non ricorre nelle fonti del tempo. Carlo fu in effetti abile nello sfruttare l idea dell eredità romana a fini propagandistici: il sigillo utilizzato per certificare i suoi atti ufficiali recava una formula onorifica composta dai titoli Pius, Felix, Perpetuus, Augustus ( pio, prospero, eterno, augusto ), gli stessi usati dagli antichi imperatori romani. Sull altro lato del sigillo era inoltre raffigurata un immagine di Roma con l iscrizione Renovatio romani imperii ( restaurazione dell impero romano ). In realtà, però, le caratteristiche geografiche e politiche del nuovo organismo imperiale erano molto diverse da quelle dell impero romano. Mentre il baricentro di Il luogo p. 375 Voci dalla storia p. 376 374 Nello stesso periodo i cavalieri di Carlo Magno avanzarono verso est, nei territori dell Europa centrale: a partire dal 772 conquistarono i territori dei Sassoni, nella regione compresa tra i fiumi Reno ed Elba. La guerra contro i Sassoni, ancora legati ai culti della tradizione germanica, fu legittimata dai Carolingi con il pretesto di una missione evangelizzatrice, ma in realtà la spedizione che richiese numerosi interventi per soffocare nel sangue le ripetute rivolte della popolazione sassone aveva lo scopo di conquistare nuove terre da distribuire ai guerrieri franchi e assicurare così la loro fedeltà al sovrano. La sottomissione dei Sassoni permise di estendere il dominio franco anche sui territori vicini, abitati dai Bavari e dagli Alemanni. Da queste regioni i cavalieri di Carlo Magno, nel 796, mossero guerra contro gli vari, da più di due secoli insediati in Pannonia (l odierna Ungheria), lungo la valle del Danubio. Con questa campagna militare i Franchi posero fine alle loro scorrerie e imposero la propria influenza su vaste regioni dell Europa centrale e dei Balcani.