di Atene Olympiéion La monumentalità dei grandi dìpteri dell’Asia Minore si ritrova ad Atene nel Tempio di Zeus Olimpio ( ) , iniziato già nel VI secolo a.C. da Pisistrato e dai suoi eredi ma, in seguito alla cacciata dei tiranni, mai portato a termine. Soltanto nel 175 a.C. il re seleucide decide di ricostruire l’edificio in , più ricche e monumentali, per esaltare il suo potere associandolo a quello di Zeus. Vitruvio attribuisce la costruzione a , architetto romano, notizia che dimostra, già agli inizi del II secolo a.C., i rapporti esistenti tra la penisola italica e il mondo greco-ellenistico. Olympiéion (138) Antioco IV nuove forme Cossutius , 174 a.C.-132 d.C. Atene. 138. Olympiéion Dìptero ottastilo, con 20 colonne sui fianchi , il tempio era interamente in marmo pentelico e doveva prevedere in totale 104 colonne alte 17 metri; la forma era particolarmente allungata e, a differenza dei dìpteri ionici, si innalzava su un crepidoma di tre gradini. La novità del tempio consiste nella , la prima nella storia dell’architettura ad avere colonne sormontate da , in precedenza destinati esclusivamente alla decorazione degli ambienti interni (vedi p. 173). L’esuberanza decorativa del corinzio diventa, da questo momento in avanti, una prerogativa delle strutture templari, in particolare nell’ambito romano, in cui questo stile dominerà i sistemi trilitici. La morte del sovrano nel 164 a.C. arresta nuovamente la costruzione dell’edificio, che viene anche saccheggiato, diversi anni dopo, di alcune colonne dal generale romano Lucio Cornelio Silla. Ripreso in un primo momento da Augusto – di questo intervento resta una colonna in alzato –, il tempio viene concluso definitivamente dall’imperatore Adriano nel 131-132 d.C., dopo circa 305 anni dall’inizio della sua costruzione. (139) peristasi capitelli corinzi Pianta dell’ . 139. Olympiéion