Graecia capta ferum victorem cepit
Dalla metà del II secolo a.C. la conquista della Grecia e dei regni ellenistici comporta l’arrivo a Roma di innumerevoli opere d’arte, modelli e artisti greci che condizionano fortemente gli sviluppi della produzione artistica al servizio dei trionfatori romani. Il poeta romano Orazio (I secolo a.C.) rende bene l’impatto di tale apporto culturale scrivendo nelle sue Epistole come «la Grecia, conquistata, conquistò il feroce vincitore».
In maniera incontrollata, domus e ville in poco tempo vennero invase da pitture, suppellettili e soprattutto sculture: il fenomeno ebbe un effetto senza precedenti nella cultura e nella società romane, tanto da essere definito dagli storici romani più conservatori, in modo dispregiativo, “Asiatica luxuria”. Il riferimento era diretto al lusso derivato dalle grandi capitali e dai palazzi reali dell’Asia Minore e all’imitazione delle autocelebrazioni e dello stile di vita dei sovrani ellenistici, ben lontani dalla rigida compostezza degli ideali repubblicani.