L’OPERA SIMBOLO – FOCUS

Porta di Ishtar

Mura, torri e porte, oltre a essere un fondamentale mezzo di difesa, avevano un forte valore simbolico, costituendo un esempio di produzione artistica di altissima qualità e un avviso per chiunque osasse attaccare la città.

Porta di Ishtar, ricostruzione monumentale in mattoni smaltati blu decorati con figure in rilievo di tori e draghi dorati disposti in file orizzontali. La porta è caratterizzata da due alte torri merlate collegate da un arco centrale semicircolare, con cornici decorate da motivi geometrici.
Porta di Ishtar, 575 a.C., ricostruzione con materiali originali, mattoni smaltati, 14,75x15,70 m. Berlino, Pergamonmuseum.
Particolare del fregio della Via delle Processioni. Si vede un rilievo raffigurante la testa di un leone in mattoni smaltati: le fauci sono aperte con denti esposti, l’occhio è ben visibile. Lo sfondo è blu ceruleo.
Via delle Processioni, particolare del fregio dei leoni.

CONTESTO

La Porta di Ishtar era la più importante delle otto porte di ingresso a Nuova Babilonia, capitale dell’impero neobabilonese.
Consacrata a Ishtar (la sumerica Inanna), dea dell’amore, della fertilità e della guerra, questa monumentale costruzione turrita si apriva sulla parte settentrionale della doppia cinta muraria, fatta costruire nel 575 a.C. dal sovrano Nabucodonosor II. Attraverso la porta si accedeva alla Via delle Processioni, che portava al tempio di Marduk, il principale dio babilonese, creatore dell’universo.

Ricostruzione ipotetica della Porta di Ishtar e della Via delle Processioni a Babilonia. In primo piano si vede la monumentale porta a torri rivestita di mattoni blu, da cui si apre l’ampio viale processionale che conduce fino al Tempio di Marduk, rappresentato come una ziqqurat. Ai lati della via si susseguono edifici e cortili interni.
Ipotesi ricostruttiva della Porta di Ishtar con la Via delle Processioni.