AL CUORE DELL’ARTE
I cambiamenti politici e le riforme amministrative dell’Impero portano allo spostamento del potere da Roma in altre città del Mediterraneo, in cui vengono promosse nuove costruzioni, come residenze imperiali e complessi pubblici. Tuttavia, sotto Diocleziano e in particolare Massenzio, Roma è ancora caratterizzata da un programma di rinnovamento urbanistico e monumentale.
Palazzi imperiali
Tra III e IV secolo d.C. la suddivisione tetrarchica promossa da Diocleziano per la sopravvivenza dell’Impero porta al decentramento e al trasferimento del potere in sedi urbane diverse da Roma. Così, le nuove “capitali” (Sirmio, nell’attuale Serbia; Nicomedia, nell’attuale Turchia; Milano, in Italia, e Treviri, nell’attuale Germania) e quelle scelte successivamente si distinguono per la veloce diffusione di residenze imperiali particolarmente ricche e articolate. Esse, infatti, erano centri polifunzionali, posti all’interno di solide cinte murarie, e autosufficienti, con aree private, pubbliche e cultuali, nei quali l’imperatore poteva manifestare alla corte e alla popolazione tutta la sua grandezza.