Basilica di San Pietro Tra il 324 e il 333 d.C., Costantino promuove a Roma la costruzione della Basilica di San Pietro in Vaticano, sulla riva destra del Tevere presso il Circo di Caligola (terminato da Nerone). Dedicata a Pietro, la basilica sorge sul luogo di , martirizzato secondo la tradizione presso il Circo nel corso delle persecuzioni di Nerone del 64 d.C. La nostra conoscenza dell’antica basilica, sostituita a partire dal XVI secolo da quella attuale, è dovuta alle descrizioni antiche e soprattutto alle fonti iconografiche, come pitture e affreschi . Attraverso tre portali si accedeva a un vasto che precedeva la fronte della basilica vera e propria . Essa era di dimensioni grandiose, larga 63 metri e lunga 119 metri circa, presentava un’altezza massima della navata centrale vicina ai 40 metri, il cui tetto era sostenuto da un’imponente capriata larga circa 25 metri. Lo spazio interno era scandito in , separate da quattro file di colonne, tutte di spoglio: quelle centrali erano sormontate da pesanti trabeazioni, mentre i colonnati laterali sostenevano file continue di archi. In corrispondenza dell’incrocio tra la navata centrale e il transetto, sorgeva una sorta di costituito da quattro , ovvero con il fusto a spirale, su cui erano scolpiti tralci di vite che alludevano alla resurrezione. Secondo la tradizione le colonne, anch’esse di spoglio, provenivano dal Tempio di Gerusalemme e per questo erano chiamate anche “salomoniche”, dal nome del primo costruttore del tempio. La struttura aveva lo scopo di mettere in evidenza il recinto che circondava l’antica tomba di Pietro, punto focale della costruzione della basilica. L’ era riccamente decorata: si ricorda un mosaico che raffigurava Cristo in trono affiancato da san Pietro e san Paolo, un’iconografia che avrà larga fortuna nell’arte cristiana. sepoltura dell’Apostolo (148) quadriportico (146-147) cinque navate baldacchino colonne tortili abside Basilica di San Pietro prima delle demolizioni del XVI secolo, disegno acquerellato di Jacopo Grimaldi (1619). Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana. 148. MATERIALI E TECNICHE – STEAM La capriata e le piante a croce Già utilizzata da Greci e Romani, la consiste in un sistema architettonico, generalmente ligneo, per il sostegno del tetto e si diffonde in particolare nelle architetture cristiane nel corso del Medioevo. Grazie alla sua conformazione triangolare, questa struttura permette un’efficace distribuzione del peso sulle pareti portanti, in modo da coprire ampi spazi senza il supporto di colonne o pilastri. La capriata è composta da una trave orizzontale denominata o , che assorbe e distribuisce il peso trasmesso dai , le travi oblique che formano il triangolo. Al centro, una trave verticale, chiamata od e che solitamente non deve toccare la catena, serve a ripartire i carichi del tetto ed è rinforzata da due piccole travi oblique chiamate . capriata catena tirante puntoni monaco ometto saettoni Schema di una capriata. Catena o tirante Puntone Monaco od ometto Saettone 1. 2. 3. 4. Le possono essere a (A), quando navate e transetto sono di uguale dimensione, o a , con il transetto più corto, che può tagliare la navata centrale ( ) (B) o essere posto al termine della navata ( ) (C). piante delle basiliche croce greca croce latina immissa commissa Schema delle piante: a croce greca ( ) e a croce latina: immissa ( ) e commissa ( ). A B C