Elaborata già nella tarda romanità, la vetrata istoriata raggiunge la perfezione nell’architettura religiosa francese della fine del XII secolo, diventando una vera “pittura di luce”.
LE FASI DI LAVORAZIONE
La tecnica per realizzare le vetrate ci è nota grazie a un testo degli inizi del XII secolo del monaco tedesco Teofilo: la Diversarum artium schedula (Breve scheda delle varie tecniche artistiche).
1. Si parte da un bozzetto disegnato su un cartone della stessa dimensione della composizione definitiva.
2. Sulla base di questo disegno vengono prodotti i vetri colorati e poi tagliati i tasselli con punte di diamante.
3. I tasselli vengono montati su una rete di listelli di piombo, che è l’ossatura della vetrata.
4. Sulla superficie liscia del vetro si passa poi la grisaille(dal francese gris, “grigio”), una sorta di smalto scuro che, una volta asciutto, viene graffito con uno stilo: così si realizzano i particolari più piccoli e si rendono gli effetti di chiaroscuro, portando in evidenza la trasparenza del vetro.
5. L’ultima fase è la cottura, che fa fondere la grisaille con il vetro.