La Rinascenza federiciana AL CUORE DELL’ARTE Federico II di Svevia (1194-1250) – re di Sicilia dal 1198, a soli quattro anni, e imperatore dal 1220 – trasferisce la corte imperiale in Sicilia. Uomo colto e sostenitore di un progetto politico modellato su quello degli antichi imperatori romani, la , trasforma la sua corte in centro culturale importante per lo sviluppo dell’arte nell’Italia meridionale, grazie al quale si diffonderanno gli schemi architettonici del Nord Europa, il naturalismo della scultura gotica francese e i modelli solenni della classicità. Promotore delle arti e degli studi, crea un centro per la produzione di , caratterizzati da inedite , e fonda una scuola poetica in volgare, che Dante chiamerà “Scuola siciliana”. Infine, il suo sogno di far rivivere l’Antico favorisce il nascere di , trasferitisi in Italia centrale dopo la sua morte, . Rinascenza federiciana manoscritti miniati illustrazioni naturalistiche (51) una generazione di scultori che orienteranno il corso dell’arte italiana Miniatore dell’Italia meridionale, Pagina del , testo 1248 ca., illustrazione 1265 ca., miniatura su pergamena, 36x24,5 cm. Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana. 51. De arte venandi cum avibus Stupor mundi Personalità forte e poliedrica, Federico è chiamato dai contemporanei , “Stupore del mondo”. Capace di parlare sei lingue (latino, siciliano, tedesco, greco, arabo e francese), promotore di ideali di pace e tolleranza, riunisce nella sua letterati, scienziati e filosofi provenienti da Oriente e da Occidente dando vita a un che ha il punto di forza nello studio della storia e dei testi classici, della medicina e delle scienze naturali. Deciso ad affermare l’autorità imperiale nei fatti come nelle apparenze, Federico fa realizzare imponenti (vedi , p. 497), come Castel del Monte. Stupor mundi corte a Palermo ambiente culturale raffinato e laico costruzioni dal forte valore simbolico EDUCAZIONE CIVICA Ritratto di Federico II Tra le forme d’arte più sviluppate durante il Regno di Federico II appare sicuramente la scultura, nella quale si riversa da un lato il suo interesse per la , intesa come patrimonio di modelli simbolici adatti a rappresentare il potere imperiale, e dall’altro il nuovo , appartenente al bagaglio culturale della prima cultura gotica del Nord Europa, da cui proviene la dinastia sveva. Ne è un esempio il busto identificato come del 1240 ca.: le spalle togate e il capo cinto di alloro denunciano una chiara ripresa dei modelli statuari antichi; lo scatto nervoso del capo e la vivace espressività, però, aggiungono valori nettamente ritrattistici, in una chiara ricerca di rappresentazione realistica: non una rievocazione dell’antichità, ma il ritratto di un uomo nuovo e moderno. classicità interesse naturalistico Ritratto di Federico II (52) , 1240 ca., pietra calcarea, h 116 cm. Barletta, Museo Civico. 52. Busto di Federico II