La pittura gotica italiana del Duecento


AL CUORE DELL’ARTE

Per larga parte del Duecento la pittura rimane legata alla bidimensionalità bizantina, anche per il diffondersi di manufatti provenienti da Costantinopoli, riconquistata dai crociati nel 1204. Si sviluppa soprattutto la pittura su tavola, in particolare di grandi Madonne in trono col Bambino, e croci da porre nelle absidi delle chiese.
Il distacco dai modelli romanico-bizantini si ha solo alla fine del XIII secolo. Il rinnovamento della pittura è guidato dal fiorentino Cimabue, che si distingue per una maggiore costruzione spaziale, e dal senese Duccio di Buoninsegna, che si caratterizza per una maggiore adesione al linearismo gotico.