In entrambi i casi il faraone è rappresentato più grande degli altri personaggi secondo la consueta gerarchia dimensionale, confermando la priorità del contenuto simbolico dell’espressione artistica rispetto alla rappresentazione realistica del mondo.
I due rilievi sono una chiara allegoria all’unificazione del Basso e Alto Egitto, come suggerito dalla rappresentazione dello stesso faraone Narmer che indossa entrambe le corone.

Rilievo del Ramesseum

Per la tecnica del rilievo inciso sono emblematici i rilievi che rappresentano Ramses II, in particolare quello rinvenuto nel Ramesseum di Tebe, dove il sovrano è raffigurato in atto di avanzare preceduto dagli dèi Horus e Toth (34). Ramses II incede indossando l’atef, corona bianca con piume di struzzo, mentre Horus, rivolto verso di lui, gli porge l’ankh in corrispondenza della bocca, come simbolo di vita eterna. Le figure sono disposte in uno spazio privo di connotazione ambientale, ma appaiono circondate dai geroglifici, intagliati con la stessa tecnica del rilievo inciso.

Rilievo raffigurante il faraone Ramses II scortato da divinità. Il re, con la corona, è accompagnato da Horus (con testa di falco) e da un’altra divinità, Toth, che lo guidano con gesti rituali. Dietro, figure minori e geroglifici decorano lo sfondo.
34. Ramses II, Horus e Toth, XIX dinastia (1260 a.C. ca.), rilievo. Valle dei Re, Tebe.