PANORAMA ARTISTICO Il Rinascimento nello Stato della Chiesa LA DI PAPA SISTO IV RENOVATIO URBIS Con la nomina di papa Sisto IV nel 1471, quando si stava preparando il Giubileo del 1475, Roma si avvia a diventare il centro artistico più importante d’Italia. Il papa, alla pari dei prìncipi laici delle signorie, usa l’arte come strumento di propaganda e glorificazione del proprio potere spirituale e politico. In quest’ottica realizza un grande , la (rinnovamento della città), affinché essa torni al suo antico splendore e diventi : da questo momento il Rinascimento assume una valenza non locale, ma universale, privilegiando temi dottrinari e dimensioni monumentali. Il volto di Roma cambia radicalmente in pochi anni. Il papa avvia un restauro delle rovine antiche ed emana i primi provvedimenti a . In questi anni si attua anche il riordino delle collezioni pontificie che porterà, nel 1472, alla restituzione al governo civico di alcune statue bronzee della Roma imperiale. Tra le opere architettoniche avviate spicca per importanza l’ , che viene aperta al pubblico, la prima dopo quelle dell’antichità. La sua inaugurazione è celebrata da un famoso affresco del 1475-77 di Melozzo di Giulini de Ambrosi (Forlì 1438-1494), detto , che rappresenta papa Sisto IV seduto di profilo insieme ai suoi dignitari, omaggiato dal suo segretario, il mantovano Bartolomeo Plàtina, raffigurato in ginocchio, con il mantello che illusionisticamente ricade sul piano di posa. L’opera più ambiziosa del programma culturale da lui avviato è tuttavia la costruzione della Cappella pontificia che, in suo omaggio, prenderà il nome di . Concepita secondo un preciso impianto dottrinario, l’edificio propone le stesse misure del Tempio di Salomone, il primo tempio di Gerusalemme, e all’interno viene decorata da artisti provenienti da tutta la penisola, tra cui Botticelli e Ghirlandaio, su segnalazione del Magnifico, ai quali verso la conclusione si aggiunge Luca Signorelli: tutti sotto la direzione di Pietro Perugino. progetto di rinascita della città di Roma renovatio urbis simbolo del potere spirituale del pontefice tutela del patrimonio artistico e monumentale ampliamento della Biblioteca Vaticana (69) Melozzo da Forlì Cappella Sistina Melozzo da Forlì, , 1475-77, affresco trasportato su tela, 370x315 cm. Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana. 69. Sisto IV nomina Bartolomeo Plàtina prefetto della Biblioteca Vaticana IL RINASCIMENTO TRA UMBRIA, MARCHE E TOSCANA Tra tutti gli artisti che partecipano alla decorazione della Cappella Sistina, è ad avere avuto l’incarico più ricco di simbologia e di maggior prestigio. Pittore colto, in grado di dare una degna veste pittorica a complessi programmi umanistici e religiosi, da questo momento egli diffonde con successo le sue opere in tutta la penisola, riuscendo a influenzare a vasto raggio la pittura della fine del Quattrocento. Accanto a lui, anche dà vita a grandi cicli decorativi di chiaro significato dottrinario. Ma alcuni avvenimenti, come la morte di Lorenzo il Magnifico e la condanna al rogo di Savonarola, mettono in crisi l’ottimistica fiducia del primo Rinascimento condizionando l’artista che esprime nei suoi apocalittici affreschi di Orvieto la tensione emotiva e i timori della sua generazione per la fine del mondo allo scadere del secolo. Pietro Perugino Luca Signorelli