3 – ALEKSANDR N. AFANAS’EV (Bogučar, 1826 – Mosca, 1871) Vasilisa la Bella ( ) 1855 | russo Tratto da Fiabe russe Narodnye russkie skazki Data della prima pubblicazione: Lingua originale: In un certo reame, in uno stato remoto, viveva un mercante. Visse per dodici anni con la moglie ed ebbe soltanto una figlia, Vasilisa la Bella. Quando la madre dovette morire, la ragazza aveva otto anni. Nel morire, la mercantessa chiamò la figlia, tirò fuori dalla coperta una bambola, gliela dette e disse: «Ascolta, Vasilisuška! Ricorda le mie parole e fa’ come ti dico. Io sto morendo, e con la mia benedizione materna ti lascio questa bambola. Conservala bene e non mostrarla a nessuno; quando ti capiterà qualche guaio, dalle da mangiare e chiedi il suo consiglio. Lei, dopo aver mangiato, ti dirà come avere aiuto». Dopo di che la mercantessa baciò sua figlia e morì. Dopo la morte della moglie il mercante rimase in lutto e dolore per qualche tempo, come bisognava, e poi cominciò a pensare di risposarsi. Era un bell’uomo, e anche bravo, ma non poteva certo pensare a sposare una ragazza da marito, e gli andò a genio, più di tutte, una vedovella. Era già in là con gli anni, aveva due figlie, quasi della stessa età di Vasilisa: era quindi una madre e una donna di casa esperta. Il mercante sposò dunque la vedovella, ma si ingannò: non trovò in lei una buona madre per Vasilisa. Vasilisa era la più bella di tutto il villaggio. La matrigna e le sorellastre provavano invidia per la sua bellezza, la tormentavano con ogni sorta di lavori, in modo che dimagrisse per le fatiche, e si iscurisse per il sole e il vento. Certo quello non era vivere! Vasilisa sopportava tutto senza protestare, e ogni giorno diventava sempre più bella e fiorente, mentre matrigna e sorellastre dimagrivano e diventavano sempre più brutte a causa della cattiveria, nonostante il fatto che stessero tutto il giorno sedute a non far niente, come signore. Come avveniva tutto questo? Era la bambola che aiutava Vasilisa in ogni lavoro! Da parte sua Vasilisa non mangiava, ma lasciava per la bambola i più gustosi manicaretti, e la sera, quando tutti erano a letto, lei si rinchiudeva nel ripostiglio dove viveva, e onorava la bambola, le diceva: «Su, bambolina, mangia, e ascolta il mio dolore! Vivo in casa di mio padre, ma non ho nessuna gioia; la matrigna cattiva mi tormenta e mi vuol far morire. Dimmi tu in che modo posso vivere e che cosa devo fare!». La bambolina mangia, poi le dà dei consigli e conforta il suo dolore, e al mattino fa tutti i lavori per Vasilisa; questa riposa un po’ nel granaio, cura le aiuole, annaffia i cavoli; porta dentro l’acqua, accende la stufa. La bambolina le insegna anche quali sono le erbe contro le scottature e contro l’abbronzatura. Stava bene la ragazza con la sua bambola! 5 10 15 20 25 30 35