20 – PIERDOMENICO BACCALARIO (Acqui Terme, 1974) Terre rare INEDITO PER TE Quando Coleman provò a convincermi di aver visto sanguinare il cellulare di Esther – non era proprio sangue, disse, ma una specie di liquido bianco –, pensavo stesse architettando uno dei suoi soliti scherzi, come quando aveva sigillato il portone della scuola con una colla a presa rapida per saltare la verifica di Greco. Ci misi un bel po’ a capire che era serio, e a quel punto non sembrava più disposto a cambiare idea: d’altronde, quando mai l’aveva fatto? «Colava fuori dal jack della cuffia» disse, mentre andavamo a trovare Esther in ospedale. «L’yPhone non ha il jack della cuffia» gli fece notare Stu. «Allora dalla presa usb» si corresse Coleman. «Che non è la stessa cosa.» Avrebbero potuto andare avanti per ore, a discutere della forma della presa, anziché del fatto che secondo Coleman il telefono di Esther perdeva sangue – o liquido bianco, o quel che era. «Perché c’è un qualche liquido, dentro?» provai a intervenire, tirando fuori dalla tasca il mio cellulare, lucido, levigato, confortante. Stu tirò su le spalle come per dire “come no”, mentre Coleman sembrava arrabbiato con lui. «L’hai mai aperto?» «E perché dovrei?» «Appunto: perché dovresti? Chi, dovrebbe? Secondo me, non c’è nessuno che l’ha mai aperto.» «Bum» disse Stu. E spinse la porta girevole dell’ospedale. Io, dopo un momento di esitazione, lo seguii. E Coleman, attraverso il vetro che girava, mi mimò: «Nessuno». E per qualche giorno non ne parlammo più. 5 10 15 20 25