14 – MARIE-AUDE MURAIL (Le Havre, 1954) Mio fratello Simple 2004 | francese Titolo originale: Simple Data della prima pubblicazione: Lingua originale: Capitolo 1 – Dove il signor Migliotiglio distrugge il telefono Kléber rivolse uno sguardo di traverso al fratello. Simple stava imitando il rumore delle porte del metrò sottovoce: «Piii… clap». Alla stazione salì un uomo e andò a sedersi accanto a Kléber. Teneva al guinzaglio un pastore tedesco. Simple si dimenò sul sedile. «Ha un cane» disse. Il padrone del pastore tedesco squadrò il tizio che aveva appena parlato. Era un ragazzo dagli occhi sgranati. «Il signore ha un cane» ripeté lui sempre più agitato. «Sì, sì» gli rispose Kléber cercando di richiamarlo con un’occhiataccia. «Pensi che forse posso accarezzarlo?» disse Simple tendendo la mano verso il cane. «No!» ringhiò Kléber. L’uomo guardò i due fratelli squadrando prima uno e poi l’altro, come per valutare la situazione. «Io ho un coniglio» gli disse il giovane dagli occhi chiari. «Smetti di parlare alla gente che non conosci» lo rimproverò Kléber. Quindi si decise a rivolgersi all’uomo con il cane: «Lo scusi, signore, ma è un ritardato mentale». «Un i-dio-ta» rettificò l’altro scandendo bene le sillabe. L’uomo si alzò e, senza dire una parola, tirò il guinzaglio del cane. Scese alla stazione seguente. «Stronzo» mugugnò Kléber. «Oh, oh, non si dicono le parolacce.» Kléber sospirò melanconico e diede un’occhiata al vetro. Vi vide riflessa la sua bella faccia da intellettuale con gli occhialini. Rasserenato, si mise comodo sul sedile e guardò l’orologio. Simple, che spiava ogni suo gesto, si tirò su le maniche della felpa e si esaminò i polsi con fare critico. «Io non ce l’ho l’olorogio.» 5 10 15 20 25 30