40 – PATRIZIA VALDUGA (Castelfranco Veneto, 1953)

XXVI

Tratto da Requiem
Data della prima pubblicazione: 1994

Oh cantico dei cantici, ti canto,
corpo senza più corpo dell’amore,
dolore senza grido senza pianto
senza corpo senza età del dolore,
5 cantico della morte, io ti canto,
cuore che continui nel mio cuore
che tutti i giorni a mezzogiorno muore
perché non può invecchiare il mio dolore!

P. Valduga, Requiem, Einaudi, Torino 2002

È tutto chiaro?

  1. Qual è la caratteristica più evidente di questa poesia? Riconosci la figura retorica che utilizza Valduga?

  2. La poetessa nomina una serie di elementi “in negativo”, definendoli per sottrazione e negazione (ripetendo la parola senza). Dopo averli identificati, prova a spiegare ciascuno di essi.

  3. Quante e quali rime vedi? Come sono disposte? Ritieni che si possa parlare di “musicalità”?