XXVI
Tratto da Requiem
Data della prima pubblicazione: 1994
Oh cantico dei cantici, ti canto,
corpo senza più corpo dell’amore,
dolore senza grido senza pianto
senza corpo senza età del dolore,
5 cantico della morte, io ti canto,
cuore che continui nel mio cuore
che tutti i giorni a mezzogiorno muore
perché non può invecchiare il mio dolore!
P. Valduga, Requiem, Einaudi, Torino 2002
È tutto chiaro?
Qual è la caratteristica più evidente di questa poesia? Riconosci la figura retorica che utilizza Valduga?
La poetessa nomina una serie di elementi “in negativo”, definendoli per sottrazione e negazione (ripetendo la parola senza). Dopo averli identificati, prova a spiegare ciascuno di essi.
Quante e quali rime vedi? Come sono disposte? Ritieni che si possa parlare di “musicalità”?