Tutti noi siamo mortali
Tratto da La poesia del mondo (Dīwān)
Data: VIII-IX secolo d.C. | Lingua originale: arabo
Tutti noi siamo mortali, quale uomo possiede l’eternità?
Dal Signore proviene e al Signore ritornerà.
Che meraviglia! Come può alla divinità ribellarsi oppure rinnegare?
Ogni cosa è un segno, ogni cosa che Egli è Unico sta a indicare.
G. Conte (a cura di), La poesia del mondo, Guanda, Milano 2003
45b – ABŪ L-‘ATĀHIYA (Baghdad (?), 748 – 825)
Nel peccato ho esagerato
Tratto da La poesia del mondo (Dīwān)
Data: VIII-IX secolo d.C. | Lingua originale: arabo
Nel peccato ho esagerato, ma so che immenso è il tuo perdono,
Signore.
Se solo i virtuosi possono supplicarti, chi deve invocare e in
chi credere il peccatore?
5 Ti imploro, mio Signore, umilmente come hai ordinato. Tu
solo avrai compassione. Non allontanare la mia mano.
L’unico mezzo per giungere a te è la speranza, dolce è il tuo
perdono. Dopotutto sono un musulmano!
G. Conte (a cura di), La poesia del mondo, Guanda, Milano 2003