È tutto chiaro? Nel testo c’è un’evidente insistenza sulla consonante (allitterazione, vedi , ), che ricorre in diverse parole: individuale ed evidenziale. Secondo te quale atmosfera contribuisce a creare la ripetizione di questo suono? r TECNICA 11 P. 602 In due punti della poesia sono citati degli animali. A che cosa vengono associati? In quale posizione ti sembra che si collochino rispetto agli umani, sul piano del significato? Individua i parallelismi tra l’uomo antico e quello contemporaneo: che cosa li accomuna? Secondo il poeta, che cosa si potrebbe fare per distinguersi dai padri? Sai riconoscere l’episodio biblico a cui allude il poeta quando parla dei due fratelli? Domande che scavano La poesia descrive scenari di guerra prima antichi e quindi contemporanei al poeta (le due guerre mondiali). Quali elementi concreti vengono citati per esprimere questa situazione? Trovi che siano attuali o ne aggiungeresti altri per parlare del nostro tempo? EMPATIA Il poeta suggerisce al v. 6 un legame tra e . Come si spiega secondo te questo ribaltamento di pensiero verso la scienza, considerata in genere uno dei punti più alti del sapere umano? PENSIERO CRITICO scienza esatta sterminio PERCHÉ DEVI LEGGERLO Salvatore Quasimodo ha scritto questa poesia subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, stravolto come tutti dalle atrocità di cui gli esseri umani si sono resi responsabili. Nonostante la cupezza delle cose descritte, intrise di sangue e violenza, la poesia apre comunque a uno spiraglio di luce; si rivolge all’uomo in quanto essere umano, ripercorrendone in modo simbolico la Storia e, al contempo, cercando un dialogo con l’attualità. Le parole vibranti, l’appello commosso e urgente, prospettano in qualche modo una possibilità di pace. Il poeta vuole dirci che dipende da noi cambiare il corso della Storia, a partire dalle scelte quotidiane, dal rifiuto della brutalità e degli errori già commessi. In questo senso il testo, pur constatando la presenza della guerra e della distruzione nella vicenda umana, fa appello a ciò che in noi tende alla pace e al rispetto, confidando in un futuro capace di mettere al centro l’amore anziché l’odio. È un bell’invito, valido ancora oggi. STRATEGIE DI LETTURA p. 213 16 STILE E VOCE ECCOTI PERCHÉ LO HA SCRITTO Nel 1959 Salvatore Quasimodo venne insignito del premio Nobel per la Letteratura. Nel suo discorso per quell’occasione, egli (che, oltre a scrivere raccolte di versi, si era già dedicato alla traduzione dei poeti antichi) parlò della parola poetica e insistette in particolare sul suo ruolo civile, contrapponendo la figura del poeta a quella del politico, che utilizza il linguaggio come un mezzo di potere: «Il poeta può parlare soltanto negli intervalli della barbarie. […] Mentre il poeta è cosciente del potere del politico, questi si accorge del poeta soltanto quando la sua voce raggiunge profondamente i diversi strati sociali, quando cioè dalla lirica o dall’epica si rivelano, oltre alle forme, anche i contenuti. Da questo momento comincia una lotta sotterranea tra il politico e il poeta». Dopo una prima fase di scrittura più intima e meno legata alla comprensione immediata (a cui si potrebbe applicare la categoria di “ermetica”), Quasimodo si dedicò appunto maggiormente all’impegno civile e politico: ne è testimonianza un’altra sua famosa lirica, , in cui riflette sul ruolo che la poesia poteva (o non poteva) avere di fronte all’orrore della guerra e della dittatura. Alle fronde dei salici