59 – EUGENIO MONTALE (Genova, 1896 – Milano, 1981) Il sogno del prigioniero 1954 Tratto da La bufera e altro Data della prima pubblicazione: Albe e notti qui variano per pochi segni. Lo zigzag degli storni sui battifredi nei giorni di battaglia, mie sole ali, un filo d’aria polare, l’occhio del capoguardia dello spioncino, crac di noci schiacciate, un oleoso sfrigolìo dalle cave, girarrosti veri o supposti – ma la paglia è oro, la lanterna vinosa è focolare se dormendo mi credo ai tuoi piedi. 5 1 2 3 10 La purga dura da sempre, senza un perché. Dicono che chi abiura e sottoscrive può salvarsi da questo sterminio d’oche; che chi se stesso, ma tradisce e vende carne d’altri, afferra il mestolo anzi che terminare nel pâté destinato agl’Iddii pestilenziali. 4 obiurga 15 Tardo di mente, piagato dal pungente giaciglio mi sono fuso col volo della tarma che la mia suola sfarina sull’impiantito, coi kimoni cangianti delle luci sciorinate all’aurora dai torrioni, ho annusato nel vento il bruciaticcio dei buccellati dai forni, mi son guardato attorno, ho suscitato iridi su orizzonti di ragnateli e petali sui tralicci delle inferriate, mi sono alzato, sono ricaduto nel fondo dove il secolo è il minuto – 20 25 30 cucine. si allude a strumenti di tortura usati per estorcere confessioni. rossiccia, del colore del vino. il poeta paragona i carcerati a oche destinate a essere macellate – a diventare un pâté – per soddisfare il gusto di dèi dispensatori di morte (Iddii pestilenziali). 1. cave: 2. girarrosti veri o supposti: 3. vinosa: 4. sterminio d’oche: pagina 148 UNA PAROLA PER TE