il /ver/de/ me/lo/gra/no → melogràno: piana
da’ /bei/ ver/mi/gli/ fior, → fiòr: tronca

Il primo verso ha 6 sillabe fino alla sillaba accentata gra compresa; quindi aggiungendo +1 si arriva a 7 sillabe: abbiamo un settenario.
Il secondo verso ha 6 sillabe fino alla sillaba accentata fiòr compresa; anche in questo caso, anche se dopo fiòr non ci sono altre sillabe, si aggiunge +1. Siamo quindi di fronte sempre a un settenario.

Ripetiamo l’operazione con il v. 2 di A mio padre:

lun/go/ la/ vi/a/ do/ve/ scen/de/ l’om/bra → òmbra: piana

Il verso ha 10 sillabe fino alla sillaba accentata om compresa, e quindi aggiungendo +1 si arriva a 11 sillabe: abbiamo quindi un endecasillabo.
Provando con altri versi, la divisione in sillabe potrebbe confonderti: succede perché talvolta in poesia si utilizzano figure metriche che modificano il computo delle sillabe: imparerai a riconoscerle nella STRATEGIA DI LETTURA 2, P. 191.

ORA PROVA TU

Riconoscere gli accenti metrici di una poesia è importante per definire esattamente il tipo di verso che stiamo analizzando. Prova sulla poesia di Tasso Qual rugiada o qual pianto e su quella di Manzoni, Il cinque maggio.

4. Fa rima?