Padre del ciel, dopo i perduti giorni
Tratto da Rerum vulgarium fragmenta, CXII
Data della prima pubblicazione: 1373-1374
Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al cor s’accese,
mirando gli atti per mio mal sì adorni,1
5 piacciati omai col Tuo lume ch’io torni
ad altra vita et a più belle imprese,
sì ch’avendo le reti indarno2 tese,
il mio duro adversario se ne scorni.3
Or volge, Signor mio, l’undecimo anno
10 ch’i’ fui sommesso4 al dispietato5 giogo
che sopra i più soggetti è più feroce.
Miserere del mio non degno affanno;
reduci6 i pensier’ vaghi a miglior luogo;
ramenta lor come oggi fusti in croce.
1. mirando… adorni: guardando i modi di fare (di Laura) così belli, a mio discapito (per mio mal).
2. indarno: invano.
3. se ne scorni: sia sconfitto.
4. sommesso: sottomesso.
5. dispietato: spietato.
6. reduci: riporta.