14 – GIOVANNI PASCOLI (San Mauro Pascoli, 1855 – Bologna, 1912)

L’assiuolo

Tratto da Myricae
Data della prima pubblicazione: 1891-1911

Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
5 Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
            chiù…

Le stelle lucevano rare
10 tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
15 Sonava lontano il singulto:
            chiù…

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
20 finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte1
che forse non s’aprono più?…);
e c’era quel pianto di morte…
            chiù…

1. sistri… porte: i sistri sono strumenti musicali usati nell’antico Egitto nelle cerimonie legate al culto di Iside, la dea che guidava i defunti all’oltretomba. Le invisibili porte si possono interpretare come quelle della resurrezione: secondo il mito, infatti, la dea avrebbe riportato alla vita il marito Osiride.