WIKI – Per saperne di più su MYRICAE IL TITOLO p. 295 – LE EDIZIONI p. 295 – LA POETICA p. 296 – LA LINGUA E LO STILE p. 296 TITOLO Il : “non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici”. In questo verso della IV dichiara di passare alla trattazione di temi più elevati e a uno stile più alto rispetto a quanto fatto fino a quel momento: gli arbusti e le tamerici, piante diffuse nelle zone mediterranee, sono l’emblema della poesia pastorale e dello stile dimesso. Da questo passo Pascoli ricava il titolo della sua raccolta. È, per chi legge, un’indicazione abbastanza chiara di che cosa aspettarsi da queste poesie: , quasi dimessi, legati soprattutto all’ . Si tratta di un’idea che avrà una certa fortuna nei poeti contemporanei o di poco posteriori a Pascoli – come Guido Gozzano (1883-1916) e Sergio Corazzini (1886-1907), i cosiddetti “poeti crepuscolari”, caratterizzati da una vena intimistica e incline al rimpianto – e che trova una parziale risonanza addirittura in alcuni esperimenti di Gabriele d’Annunzio (vedi ), come . Ma la scrittura di Pascoli è semplice solo all’apparenza; il poeta ci ricorda che in realtà dobbiamo andare a fondo per comprendere meglio il suo messaggio e la sua sensibilità. Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae Bucolica Virgilio componimenti apparentemente umili esplorazione del mondo naturale P. 72 Il Notturno EDIZIONI Le Pascoli lavorò per molti anni alla raccolta, modificando l’ordine dei testi, inserendone alcuni e togliendone altri. Se , e conta poco più di venti poesie, , l’anno precedente alla sua morte, e supera i centocinquanta testi. Egli riuniva abitualmente le sue poesie in raccolte (fra le altre, i e i ) omogenee per contenuti, metro o tipologia testuale; mentre procedeva con la scrittura, sceglieva di modificare le raccolte per accogliere nuove poesie, cambiarle oppure togliere testi che non sentiva più vicini al suo modo di vedere la realtà e di esprimersi. Ne consegue che : ogni edizione, a suo modo, testimonia uno specifico momento della produzione poetica di Pascoli. la prima edizione è del 1891 l’ultima e definitiva è del 1911 Canti di Castelvecchio Poemetti ogni sua opera è una sorta di organismo vivente, in evoluzione